I leader Ue a colloquio con il premier turco Ahmet Davutoglu per trovare una soluzione decisa e durevole sulla questione migranti. Un dialogo a quattro tra il leader turco, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il premier olandese, che ha la presidenza di turno dell’Ue, Mark Rutte. Stamani l’offerta di accordo verrà presentata a Davutoglu, poi inizieranno i negoziati ufficiali per tentare di arrivare ad un’intesa, che prevede che la Turchia riprenda sul suo territorio le persone arrivate in Grecia in cambio di alcune concessioni chiave, inclusa un accelerazione nel processo di adesione di Ankara alla Ue e la possibilità di reinsediare nell’Ue profughi siriani provenienti da quel Paese, in ragione di un siriano reinsediato per ogni siriano riaccolto da Ankara.

“Negoziati tutt’altro che facili”, come ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel ma “tutti vogliono portare avanti trattative che producano risultati, in una atmosfera costruttiva”. Tecnicamente, i leader dovrebbero diffondere al termine dell’incontro una dichiarazione congiunta, se tutto andrà bene. “L’offerta che la Turchia ha messo sul tavolo – ha aggiunto la Merkel – è uno strumento valido” per affrontare la crisi dei migranti, ma “ogni rifugiato dovrà essere valutato con una procedura individuale e per fare questo occorrono forze e personale. Per renderlo possibile, del personale dovrà essere mandato sulle isole greche, con il consenso della Grecia. Con l’aiuto dell’Ufficio di asilo europeo tutto questo verrà coordinato”.

Di fatto sono tre gli ostacoli che rendono complicato l’accordo: trovare un meccanismo che renda legali decine di migliaia di rimpatri, dare garanzie a Cipro e accontentare la Turchia sull’avanzamento dei negoziati di adesione. La questione più spinosa è proprio quella di conciliare decine di migliaia di rimpatri forzosi con il rispetto dei diritti umani. Ad oggi i migranti irregolari dalla Grecia alla Turchia vengono rimpatriati, ma le domande di asilo per quelli che arrivano sulle isole greche saranno valutate dalle autorità europee e ad essere rimpatriati saranno solo quelli che non faranno domanda o che riceveranno una risposta negativa. Su Cipro la questione è tutta aperta. Il punto sta sulla questione adesione e in relazione ai rapporti proprio con il Governo di Nicosia. La formula individuata finora di fatto rimanda l’apertura di nuovi capitoli negoziali a data da destinarsi. Infine la questione adesione Turchia. Il premier belga Charles Michel ha dichiarato che “un accordo con la Turchia non può essere un assegno in bianco”. L’olandese Mark Rutte dice che un’intesa “è possibile ma ancora difficile”. “Si è discusso, vedremo se si riuscirà a trovare l’accordo”, conclude il premier italiano Matteo Renzi.

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