Un’intervista a Mariano Leone, economista ed esperto di politica internazionale sugli scenari che si vanno disegnando, mentre l’autunno è alle porte, con la superpotenza europea più ricca e armata, minacciata di sanzioni.

D: Vorremo cominciare dall’incontro del 6 settembre riportato da una foto che vede insieme Poroshenko, Merkel, Obama, Renzi, Sarkozi  Cameron. Mi hai detto che avevi voglia di dire qualcosa su questa foto?

R: Volevo solo far notare un aspetto. In questa foto è ritratto oltre al nostro leader che giocherella con la penna anche Poroshenko che rappresenterebbe il nuovo potere costituito dell’Ucraina. Tutti questi signori si sono riuniti per progettare provvedimenti contro la Russia per salvaguardare il posto di potere di questo signor Poroshenko. Il quale mentre tutti i presenti facevano propositi bellicosi contro la Russia ( sanzioni, interventi militari) questo signore aveva già programmato un incontro per il giorno dopo con i rappresentanti della controparte per concordare una tregua. Mentre i signori della terra lo rassicuravano lui stava pensando a mettere in salvo quanto già ottenuto. Avrà calcolato : “meglio mettere in salvo Kiev e quello che ho già ottenuto, altrimenti rischio di trovarmi i “separatisti” sotto casa”. Ricordo che fra i sostenitori di questo regime imposto ci sono il partito nazionalista Svoboda e la milizia neonazista Pravi Sektor con i quali chiunque risulterà vincitore dovrà fare i conti .

D: Sapevo che avevi una opinione diversa da quella che ci viene raccontata.

R: L’ operazione di insediamento che ha portato al potere il nostro Poroshenko si chiama golpe. Non mi scandalizza un intervento di potenze straniere in uno stato sovrano sovvertendo le regole di quel paese. Abbiamo già avuto molti esempi di intervento americano: Cile, Afganistan, Iraq, Libia, solo per qualche esempio esplicito e consolidato. Ma avrei gradito che i commentatori politici usassero il termine appropriato: golpe. Tutta la manfrina di spari attribuiti alla polizia, all’esercito, ai ribelli è stata appunto una sceneggiata a beneficio dell’informazione straniera. Come pure il fasullo abbattimento dell’aereo malese del quale non si parla più perché sbugiarderebbe la versione dell’abbattimento ad opera dei russi o filorussi. Yanukovic non mi era simpatico e come tutti i suoi predecessori era preoccupato più ad arricchirsi con le risorse energetiche del suo paese, ma risultava comunque eletto. Aveva il torto di essere filo russo. Anche lui, per carità, come i suoi predecessori preoccupato a fare gli affari suoi come Pavlo Lazarenko o come la Timoscenko, quella con le treccine bionde fasulle da massaia ucraina. Insomma una grande tradizione di onestà e di dedizione agli interessi della nazione. Per cui cedere agli interessi del fondo monetario internazionale o all’alternativa russa era ed è solo questione di interesse personale. Come eliminare la concorrenza dell’ingerenza finanziaria russa favorita da Yanukovic : con un golpe, appunto.

D. Ma la minaccia di invasione Russa?

R. Se diamo una semplice occhiata ad una cartina che riporti la basi Nato vediamo che la Russia è circondata ai suoi confini da basi Nato. Immaginate se la Russia istallasse le sue basi in Canadà o in Messico. Ricordiamo di essere stati sull’orlo di una guerra mondiale quando la Russia tentò di istallare i propri missili a Cuba. Queste sensibilità sono patrimonio di tutte le nazioni, non capisco perché debbono essere negate alla Russia. Ho letto una vignetta che lamentava che era colpa della Russia che si era collocata proprio in mezzo alle basi Nato. Ricordo che la Nato nasce come contrapposizione militare al patto di Varsavia. Ora il patto non esiste ormai da decenni, mentre la Nato è sopravvissuta alla guerra fredda ed agisce sempre più in modo autonomo. Gli interventi della Nato non sono più in funzione di difesa ma in nome della lotta al terrorismo, agisce senza le prescrizione delle nazioni che la finanziano. Rasmussen, attuale segretario generale della Nato, sbraita e minaccia come se la Nato fosse una sua creatura. Nessuno gli impone di stare zitto, nessuno gli ricorda che non è compito suo decidere cosa deve fare la Nato. Ma il livello di inciviltà delle regole internazionali ovvero il dilettantismo dei rappresentanti politici è tale per cui evidentemente un semplice segretario generale con un ruolo puramente esecutivo si sente autorizzato ad attivare azioni che possono portare ad una guerra mondiale. Pressapochismo ormai diffuso . Come il proposito di bombardare l’ISIS in Siria senza concordarlo con la Siria e con la Russia che ha la maggiore base militare del medio oriente a pochi chilometri dalle zone dell’ipotizzato bombardamento. Certe volte sono sorpreso dalla vacuità e pericolosità di alcune affermazione del premio Nobel per la pace Obama e del suo segretario di stato Kerry. Ma anche i paesi occidentali ci mettono del loro. Decidere di effettuare esercitazioni militari che finiranno il 12 settembre prossimo con l’impiego di 12 navi , aerei elicotteri e migliaia di soldati, nelle acque Nord Occidentali del mar nero è una gran prova di disponibilità al dialogo. Qual è la differenza tra queste esercitazioni ed una dichiarazione di guerra?

D: Ma l’imperialismo russo?

R: Se elenchiamo il numero delle aggressioni militari con bombardamenti o golpe a paesi sovrani ho difficoltà a trovare come protagonista la Russia ma posso elencare tutte le azioni compiute o minacciate degli Stati Uniti o dalla Nato che è diventata organizzazione militare che si muove su indicazione degli USA. In nome della democrazia o di corridoi umanitari di fatto in questi decenni abbiamo visto USA e Nato intervenire militarmente. Alcuni conflitti creati da questi interventi sono ancora in essere  e se ne vogliono creare degli altri.

D: Il tuo parere sulle sanzioni economiche.

R: Le sanzioni economiche si decretano verso quei paesi che non hanno la capacità economica di reagire o comunque hanno una potenzialità limitata. Hanno efficacia se si fanno contro l’Iraq . Ma proporle contro una potenza economica e militare come la Russia è cosa stupida.

D: Ma allora perché Obama le propone ?

R: Perché la reazione russa con le contro sanzioni non la paga l’America ma la pagano altri. Fra i quali l’Italia che avrà un danno economico che non hanno ancora valutato. Vorrei ricordare che i danni che derivano da sanzioni come queste o da oscillazioni valutarie in termini di contrazioni alle esportazioni non si recuperano. Quello che perdiamo nella fornitura di parmigiano o di articoli di moda non sarà recuperato quando dovessero cessare le sanzioni. Inoltre avremo dato una bella mano ai paesi concorrenti a creare alternative ai nostri prodotti. Inoltre noi siamo utilizzatori di risorse energetiche di provenienze russa. Siamo in crisi deflattiva ma abbiamo ancora bisogno di risorse energetiche di gestione russa. Insomma un suicidio economico in nome di un governo golpista con presenza neonazista. Un bell’affare.

D: Ma l’Europa ha deciso una indennità compensativa per i produttori.

R: Si! Sarebbero 120 milioni di euro a fronte di un danno di 2 miliardi di euro. Inoltre non è stata data nessuna valenza a quanto detto prima. Le mancate esportazioni non si recuperano. I russi non compreranno di più quando finiranno le sanzioni. Anzi si saranno creati mercati alternativi rendendo la contrazione strutturale. Per arrivare a questi mercati i nostri operatori ci hanno messo venti anni. Ce ne vorranno altrettanti se non rinneghiamo da subito questa politica suicida e guerrafondaia.

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