Un obiettivo che passa attraverso nuovi aumenti delle tasse, riduzione dei salari e del numero di lavoratori nel settore pubblico: circa 30mila unità in meno. Il governo di coalizione tra estrema destra, destra e socialisti ha ottenuto 258 “sì” del Parlamento e solo 41 “no”.

Il premier Luca Papademos e il ministro alle Finanze, Evangelos Venizelos, hanno sottolineato che la posizione della Grecia all’interno dell’Ue “non è negoziabile” e “il popolo greco la difenderà con tutte le proprie forze”. Ovviamente la crisi verrà smaltita nel corso di parecchi anni, non solo del 2012, e comporterà “sforzi e insistenza da parte di numerosi governi”, commenta Papademos.

Il leader dell’opposizione di centro destra, Antonis Samaras, solitamente contrario alle misure adottate dal governo negli ultimi due anni, questa volta ha affermato di sostenere la manovra perché la Grecia ha come priorità la riduzione del debito. Non c’è tempo, dunque, per inutili controversie tra partiti.

Il popolo greco è da ieri sera, da quando è stata approvata la manovra pochi minuti dopo mezzanotte, che manifesta in piazza e si scontra con la polizia. I principali scontri sono avvenuti ad Atene e a Salonicco dove sono stati arrestati una decina di manifestanti. Dieci poliziotti risultano feriti.

Valeria Dammicco

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