La nuova legge economica prevede, in aggiunta ai dazi doganali, i “countervailing dulie”, i cosiddetti diritti di compensazione che permettono di equilibrare i prezzi che nel paese di provenienza sono soggetti ad agevolazioni fiscali. Un passo necessario, secondo il senatore Schumer, utile a combattere la disoccupazione e la crisi economica americana e che porterebbe beneficio agli esportatori statunitensi i quali renderebbero i prodotti americani meno costosi rispetto a quelli cinesi: «Non abbiamo scelta se non quella di correggere i danni provocati dalla Cina» ha affermato Schumer.

«Il nostro paese ha bisogno di esportare i nostri prodotti, non il nostro lavoro. Da molto tempo sono difficili i rapporti con la Cina che sta violando le leggi del commercio internazionale per un suo vantaggio anticompetitivo», ha dichiarato in un comunicato il senatore Debbie Stabenow.

Amara la risposta del Governo cinese, contrario a questo progetto di legge perché «viola gravemente le norme dell’organizzazione mondiale del commercio». Lu Ting, un economista di Kong Hong impiegato presso la Bank of America-Merrill Lynch e che in precedenza ha lavorato per la Banca Mondiale, ha affermato che una guerra commerciale non è conveniente per nessuno in un momento economico globale come quello attuale.

«Di volta in volta la Cina si conferma mercantilista, prevedibile e ripetitiva nelle sue scelte. Cavalca le regole del libero mercato quando le fanno comodo e le viola quando ne ottiene un maggiore tornaconto» ha ribadito Charles Schumer.

Un concetto che si addice alle continue tensioni tra le due potenze mondiali in diverse occasioni dalla costruzione della nuova stazione spaziale cinese al motore di ricerca Google. Risale proprio al 2010 la battaglia di Google, in quanto oggetto di attacchi informatici nel paese asiatico che oscurava e censurava le pagine web non consone al regime.

Un protezionismo radicale che ha minacciato la chiusura del portale gestito da Google in Cina. La licenza è stata prorogata per un altro anno a partire da settembre 2011, ma i dubbi restano molti circa i limiti dell’attività del motore di ricerca.

 

Eleana Martiradonna

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