Stop alla busta paga in contanti da Luglio. Sanzioni fino a 5000 euro

Stop alla busta paga in contanti. Dal primo luglio scatta, infatti, per il datore di lavoro l’obbligo della tracciabilità dello stipendio. Restano esclusi dal vincolo i rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione, i lavoratori domestici come colf, baby sitter o badanti. Pensata per prevenite gli abusi la misura vale per i lavoratori subordinati, ma anche per i CO.CO.CO e per tutte le forme di contratto delle cooperative con i propri soci.

Tra gli obiettivi c’è la lotta alle false buste paga, cioè il fenomeno che vede la corresponsione di importi inferiori a quanto previsto dalla stessa busta paga ai lavoratori, spesso sotto ricatto di licenziamento o della mancata assunzione.

Le retribuzioni, per evitare sanzioni, vanno corrisposte via bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti allo sportello o assegni. La pena per chi non si adegua è una sanzione che va dai 1000 ai 5000 euro. Per i contribuenti è l’ultimo giorno utile per il versamento dell’acconto di Imu e Tasi. Dai conti dei contribuenti alle casse dei comuni saranno trasferiti circa 10mld di euro. Intanto dall’agenzia delle entrate stanno partendo quasi un milione di lettere con l’esito della domanda e gli importi da pagare per i contribuenti che hanno optato per la cosiddetta rottamazione delle cartelle. L’incasso previsto dall’erario è di 2 mld.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here