Lo Spred: cos'è, chi ci guadagna e chi ci perde?

Mi sono stati posti una serie di quesiti sullo spread e sulle ultime vicende politiche. Ringrazio della fiducia ma sulla interpretazione politica degli ultimi accadimenti non sono in grado di dire niente, non ho capito molto. Anzi ho maturato l’idea che volutamente tutti gli accadimenti sono raccontati in modo che non si capisca molto. Del resto se nelle varie tavole rotonde ci sono sempre le stesse persone evidentemente c’è una volontà di non far capire.

Non è possibile aspettarsi chiarimenti che possano venire dalla Santanchè e dall’allegra comitiva immutabile che è presente nei dibattiti televisivi. Ci sono economisti, storici, statistici, uffici studi che possono veramente dare versioni inedite su questi ultimi accadimenti e sui loro effetti. In Italia si possono scrivere libri, presenziare a conferenze e dire qualsiasi cosa purché avvenga fuori e lontano dai riflettori televisivi lontano dalle fonti che condizionano il pensiero collettivo.

Tutto è agevolato dal fatto che i giornalisti italiani sono giornalisti che non fanno domande. Hanno una vocazione alla sottomissione. Sono dei reggitori di microfoni, hanno la stessa funzione del treppiede che regge il microfono.

Un po’ di spazio residuale ci rimane ed approfittiamo di questo spazio per cercare di dire Cosa è lo Spread, da dove nasce , chi ci guadagna, chi ci perde, chi sono quelli che lo determinano. Lo Spread è nato con l’uomo, esiste anche in altri paesi?

Dobbiamo riportare una annotazione storica. Prima della nascita della BCE (la banca europea,quella di Draghi(insomma), quando lo stato italiano aveva necessità di procurarsi risorse finanziarie ( la faccio semplice) emetteva BTP che venivano acquista dal sistema bancario italiano e quelli non acquistati li prendeva la banca d’Italia che faceva da calmiere. Non era il paradiso. Avevano una inflazione ma eravamo indebitati con noi stessi. E potevamo decidere di avere più inflazione se questa creava maggiore occupazione o ci consentiva investimenti strutturali.

Ora non abbiamo nessuna autonomia e le cose non mi sembra che vadano meglio. Ora abbiamo lo SPREAD che è il differenziale tra i BTP della Germania ed i BTP dell’Italia.

Come avviene il meccanismo?

La BCE di Draghi concede denaro ( nel senso che spinge un tasto al computer) alle banche europee allo 0,75 per cento. Uno pensa che visto che a loro alle banche , il denaro costa lo 0,75% i BTP saranno negoziati con qualche decimo in più. NO! Le banche hanno deciso che debbono ricavarci dai BTP il 5% per cento ( in realtà non è questa la percentuale ma mi serve per semplificare).

Come giustificano questa differenza? Dicono che esiste un rischio dell’Italia, il rischio che l’Italia possa fallire per cui devono coprire il rischio con dei prodotti assicurativi CDS ( Credit default swap) che costano il 3%. Questi prodotti assicurativi in realtà sono dei DERIVATI SPECULATIVI.

Perché? Perché nessuno compra veramente queste coperture assicurativePerché? Perché nessuno crede veramente ad una ipotesi di fallimento. Perché non si uccide la pecora che ti dà la lana. Perché l’usuraio non vuole che il suo creditore muoia o che paghi il debito definitivamente o che fallisca.

Per cui la scusa della copertura assicurativa serve solo a giustificare la commercializzazione di un ulteriore derivato speculativo.

Ma chi decide la pericolosità di un paese e quindi determina le oscillazioni dello Spread e dei CDS ( derivati speculativi)? Lo decidono le società di rating ed il mondo finanziario che è intorno. Non vedo cassa integrati o impiegati o casalinghe di Voghera giocare con questi prodotti finanziari. Se qualche poveretto si trova in questa situazione e perché credeva di comprarsi obbligazioni della banca ed in realtà gli hanno venduto raffinati prodotti speculativi. Uno penserebbe che tutto il mondo delle società di rating sia sottoposto a controllo pubblico, ci saranno degli enti pubblici che garantiscono la qualità del giudizio.

No! Sono società private che non rispondono a nessuno. Dietro i giudizi e le società di rating ci sono dei ragazzotti che mettono le crocette a degli schemi predisposti da altri. La quantità di cantonate distribuite dalle società di rating è tale che è ragionevole dubitare della loro valenza. Per un certo periodo davano ottimi rating a società che erano fallite da mesi. Ma sono funzionali a questo sistema finanziario globale e vengono utilizzate e saranno utilizzate fin quando serviranno. 

Un tempo era di moda parlare della Borsa Italiana, il nostro giornalismo d’accatto usava termini come :” si sono bruciati in borsa 100 miliardi “. Il termine bruciato usato per drammatizzare, in borsa non si brucia niente se qualcuno guadagna un altro perde. Inoltre finalmente si è capito che la borsa italiana è nana non è rappresentativa di niente se non delle solite tre quattro famiglie che la controllano. Giudicare dalla borsa e come giudicare lo stato di salute del vostro cane dalla tosse di un suo pidocchio.

Ma ora abbiamo la formula “ lo vuole l’Europa, lo vuole il mercato , lo vogliono le società di rating , lo vogliono le finanziarie multinazionali”.

Magari le stesse che prima fanno il lavoro di maquillage sui conti della Grecia , poi gestiscono lo pseudo salvataggio e poi si attivano nella spoliazione della Grecia. Servizio completo.

Stupitevi ora!

Noi abbiamo ancora una situazione brillante sulla ricchezza privata, la ricchezza degli italiani è migliore di quella degli altri paesi d’Europa. Il sistema finanziario straniero è interessato a questo aspetto, perché a differenza delle società di rating e di tutto il mondo dell’informazione non prende a cavolo il debito pubblico italiano ma lo separa da quello prodotto dagli interessi accumulati per effetto di questo balordo sistema e lo scompone. Per cui al netto e nonostante la politica suicida, grazie anche ad un tessuto economico di 4 milioni e mezzo di piccole aziende la nostra bilancia commerciale è attiva. Abbiamo bilancia commerciale attiva ricchezza privata migliore degli altri paesi d’Europa. Tranne che per un anno la nostra bilancia commerciale è attiva.

Il pericolo serio del fallimento viene dalla Germania in quanto il loro sistema di contabilità pubblica esclude i Lander ( le loro strutture amministrative periferiche) dalla contabilità nazionale, il loro sistema bancario esclude le loro banche periferiche dai parametri di solidità, infine le loro banche nazionali hanno una quantità di spazzatura ( derivati) che non hanno le banche italiane.

La differenza di definizione tra crediti veri e crediti inesigibili permette questo imbroglio lessicale. In conclusione.

Che cosa ci servirebbe?

  1. Una banca pubblica per gli investimenti. ( prima le avevamo)
  2. Un tribunale europeo per le violazioni fiscali e finanziarie. ( perché no!)
  3. Una sovranità monetaria. ( torniamo al Ministero del tesoro ed all’equivalente della banca d’Italia o una BCE riformata.
  4. La cancellazione del fiscal compact.
  5. Una banca centrale che non risponda solo alle altre banche private ma anche al pubblico.
  6. La separazione netta, che era presente prima del provvedimento nefasto di Clinton, delle banche di credito ordinario dalle banche di investimento.                                                                                      Mariano Leone

 

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