La battaglia dei dazi è appena iniziata. Gli Usa sferrano un nuovo colpo e la Cina risponde. Oggi entrano in vigore le nuove tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio fortemente volute da Donald Trump. La Casa Bianca fa sapere che nuove misure per 60mld di dollari graveranno su Pechino.

100 le categorie commerciali interessate, 1.300 merci, la concorrenza sleale che resta all’avversario numero uno dalle scarpe all’abbigliamento. Ma un pensiero in particolare ora va alla tecnologia, laddove si anniderebbero molte strategie commerciali scorrette e plagi ai danni degli States.

«La Cina è un paese amico ed io ho immenso rispetto per il Presidente Xi – spiega Trump – in futuro riusciremo a trovare accordi migliori, ma ora bisogna prendere provvedimenti». Pechino, però, non sta a guardare e risponde preparando tariffe sull’importazione di 128 prodotti americani, per un totale di 3mld di dollari, che interessano carne di maiale e tubi di acciaio.

I dissidi palesati in campo commerciale potrebbero avere risvolti anche ben più pesanti se fallissero le trattative richieste anche nelle ultime ore. Allora la Cina potrebbe intensificare le contromisure nel settore agricolo, prima voce dell’export statunitense nel paese.

A tirare un sospiro di sollievo è  l’Europa, esentata almeno per ora dai dazi al 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio insieme a Canada, Messico, Australia, Argentina, Brasile e Corea del Sud.

Il monito arriva dal Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, che ribadisce «Il dialogo è la chiave, occorre evitare protezionismi». Delle stesso parere il Presidente della BCE, Mario Draghi che aggiunge «Il protezionismo è il rischio più grande, oggi nel medio termine».

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