Continua il pressing del governo su Bruxelles per la questione Embraco, l’azienda brasiliana del gruppo Whirlpool, che ha deciso di spostare la produzione in Slovacchia e dar seguito a 500 licenziamenti.

A scendere in campo ora è anche Gentiloni. «Un caso esemplare che riguarda il modo in cui si sta insieme nell’UE», ha detto il Premier. «Una storia seria, l’Unione valuterà se le regole sugli aiuti sono state rispettate», fa sapere intanto la Commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, che precisa: “Siamo qui per far rispettare  le norme e assicurarci che non si trasferiscano posti di lavoro ma si creino”.

Ancora duro il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, secondo il quale «il confronto tra paesi dell’Unione non avviene su basi paritarie. L’Italia finanzia i fondi strutturali, la Slovacchia li riceve e li usa per attrarre lavoro. Bisogna verificare se siano stati fondi strutturali o aiuti di stati non leciti  per attrarre un’azienda».

“In tal caso – ribatte Padoan – saremmo di fronte ad una grave violazione”. Intanto a Riva di Chieri prosegue la protesta dei 500 lavoratori che rischiano di perdere il lavoro. Prevosti per il 2 marzo uno sciopero ed un corteo.

Il 25 marzo resta la data di scadenza dei contratti. Si affaccia nella vicenda però anche un gruppo che potrebbe rilevare l’Embraco, voci non ufficiali, forse un’azienda israeliana o una società del nordest.

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