Tari - Imposta sui rifiuti urbani
Tari - Imposta sui rifiuti urbani

L’unica certezza è che i rimborsi al momento non partono e pare ancora per molto. Parliamo del pasticcio della Tari gonfiata, la tassa dei rifiuti che in molti comuni è stata applicata erroneamente, facendo pagare ai cittadini ben oltre il dovuto.  In sostanza la parte variabile della tariffa è stata calcolata più di una volta sia sulle abitazioni che sulle pertinenze come garage o cantine, con il risultato di gonfiare il tributo.

Fin qui nulla quaestio, l’errore è stato riconosciuto dallo stesso Ministero delle Finanze, che avrebbe dovuto dare il via ai risarcimenti, e che invece, con buona pace dei contribuenti, non sono automatici. Spetta infatti al cittadino chiedere il rimborso, aggiungendo al danno la beffa di dover calcolare da solo l’eccedenza pagata. In che modo? Attraverso un’istanza che contenga l’indicazione dell’importo versato e l’ammontare del rimborso richiesto. Operazione affatto facile, se si pensa che le bollette emesse dai comuni non sono tutte uguali, e come se non bastasse non è stato ancora fornito l’elenco delle città coinvolte e per quanto tempo sarebbe stata applicata la Tari illegittima. Per non parlare, poi, del fatto che chi si è rivolto al proprio comune per conoscere l’entità del risarcimento, ha dovuto applicare sulla richiesta scritta una marca da bollo del valore di 16 euro.

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