Ilva, muore in cantiere travolto da un cavo. Aveva solo 28anni

Fumata nera nell’incontro tra il Ministro per lo Sviluppo Calenda, il Presidente della Puglia, Michele Emiliano e il sindaco di Taranto Melucci.

«Se il Comune e la Regione Puglia non ritirano il ricorso al Tar sull’Ilva il tavolo è concluso», ha detto Calenda al termine del vertice. Il piano c’è, è quello della multinazionale Arcelor-Mittal, decisa a puntare sull’Ilva 2,2mln nel breve periodo. Ma sul futuro dell’investimento pesa la misura cautelare che il Comune di Taranto e il governatore pugliese Emiliano hanno domandato con un ricorso al Tar di Lecce, contro i protocolli sull’ambiente promossi dal Governo.

Quella misura comporta due rischi, se il tribunale la accordasse gli impianti dell’Ilva sarebbero spenti già a partire dal 9 di Gennaio, e nel caso in cui il Tar la respingesse per procedere con un giudizio di merito più lungo nei tempi, lo Stato sarebbe comunque costretto a garantire i fondi stanziati dai nuovi acquirenti .

Per questo, Calenda ha chiesto con forza di ritirare il ricorso ed ha chiuso per il momento il Pugiconfronto presso il suo Ministero. E dopo  il suo attacco ad Emiliano e a Melucci in merito alla impossibilità di investire più di 2mln per pagare il conto dei ricorsi al Tar, arriva la risposta dal governatore della puglia che parla di crisi isterica e dice che il tavolo può andare avanti anche senza Calenda. Di diverso avviso i sindacati che richiamano il governatore e lo invitano a stoppare i giochi sulla pelle dei lavoratori, fino ad arrivare a Renzi che invita a mettersi al tavolo ed a trovare insieme la soluzione per salvare il futuro di Taranto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here