Almaviva
Almaviva

Si tratta di ‘condotta illegittima’. Con questa motivazione il giudice del Lavoro del Tribunale di Roma ha annullato 153 licenziamenti di lavoratori della sede romana del call center Almaviva contact, ed ha condannato l’azienda a reintegrare gli stessi lavoratori e a corrispondere loro a titolo di risarcimento danni una indennità pari a tutti gli stipendi maturati dal giorno del licenziamento fino al reintegro, inclusi gli interessi.

Nel Dicembre scorso a perdere il lavoro erano stati 1.666 dipendenti della sede romana. Dopo una lunga trattativa i sindacati decisero di non firmare la proposta di mediazione dell’azienda, che prevedeva una riduzione dello stipendio. Di qui i licenziamenti. Secondo il giudice, Almaviva poteva forse legittimamente proporre ai lavoratori di rinunciare a parte dei loro diritti economici, quello che invece non poteva fare è licenziare. Almaviva Contact si dice sicura che i licenziamenti siano stati attuati nel pieno rispetto delle regole, per questo ha già annunciato che impugnerà l’ordinanza. La stessa cosa faranno tutti quei lavoratori che non sono stati reintegrati.

Intanto un nuovo caso aziendale agita il Ministero dello Sviluppo Economico. La direzione della multinazionale americana Honeywell ha comunicato ai sindacati la chiusura dello stabilimento di Atessa in provincia di Chieti, che produce turbodiesel e dove sono impiegati  lavoratori. L’azienda, colosso che spazia dai termostati per gli appartamenti ala tecnologia applicata alla sanità, ha sostenuto che a conclusione della procedura di solidarietà che scade il prossimo 2 Aprile verrà aperto il percorso di mobilità.

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