Caro Matteo, accolgo con grande favore la tua iniziativa, che conferma l’esigenza di un approccio europeo al tema delle migrazioni”. Jean Claude Juncker si schiera dalla parte di Matteo Renzi e approva a pieni voti la strategia del governo italiano sull’emergenza immigrazione (la cosiddetta “Migration Compact”) , presentata ai partner europei nella giornata di venerdì. Il consenso arriva deciso, attraverso una lettera inviata dal Presidente della Commissione Europea al premier italiano nella serata di ieri. Juncker si dichiara d’accordo “sulla necessità di trovare mezzi innovativi per finanziare la nostra azione esterna nel campo delle migrazioni”, sulla strada aperta dalla stessa Ue, con l’apertura del Fondo fiduciario UE-Africa da 1,8 miliardi di euro. In particolar modo, secondo l’ex premier lussemburghese, è fondamentale concentrarsi sulla creazione di politiche interne ed esterne all’Unione Europea, con l’obiettivo di riuscire “a gestire più ordinatamente il flusso migratorio e a tornare a un sistema Schengen che funzioni pienamente, nello spirito di una rafforzata solidarietà”. 

Più cautela e meno ottimismo sono espressi invece da Juncker nei confronti dell’idea -di matrice renziana- delle obbligazioni europee comuni (i cosiddetti euro bond). La proposta provoca infatti tuttora numerose resistenze difficilmente scavalcabili. Certo, la necessità di finanziare questa strategia comune è impellente. Difficile, però, che ciò possa avvenire per tramite di obbligazioni economiche. A questo metodo è sempre meglio anteporre, stando a quanto affermato nella lettera dal Presidente della Commissione Europea, il già citato Fondo fiduciario UE-Africa o, tuttalpiù, una tassa straordinaria, sull’esempio di quella ideata dal Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble; questi, nelle scorse settimane, aveva lanciato l’idea di una nuova imposta europea sui carburanti, al fine di evitare il provvedimento estremo delle obbligazioni. Un punto, questo, su cui l’accordo fra le parti sembra ancora molto lontano.

Soddisfatto il ministro degli Interni Angelino Alfano, secondo il quale “la strada intrapresa è quella giusta”. Nonostante la situazione sia particolarmente complessa, “l’Italia la sta gestendo da grande Paese, qual’è. Ma l’approccio che serve è un approccio europeo, dunque bisogna continuare a lavorare perchè esso possa crearsi”. 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here