E’ stata pubblicata dall’INPS una nuova circolare, la n. 46/2016, in merito all’assegno per il nucleo familiare (ANF) e all’assegno di maternità concessi dai Comuni contenente sia gli importi che i limiti di reddito validi per l’anno 2016.

La variazione all’indice ISTAT dei prezzi al consumo (inflazione) per le famiglie di operai e impiegati resa nota dal Dipartimento delle politiche per la famiglia è risultata pari allo -0,1%, per l’anno 2016, pertanto restano fermi la misura e i requisiti economici in vigore nell’anno 2015 sia dell’assegno al nucleo familiare numeroso che dell’assegno di maternità concessi dai Comuni.

Nella circolare, l’INPS riepiloga gli importi di tali prestazioni l’anno 2016:

 assegno per il nucleo familiare: € 141,30 nella misura intera, con valore dell’indicatore della situazione economica equivalente pari a € 8.555,99;

 assegno di maternità: € 338,89 per cinque mensilità, per le nascite, gli affidamenti pre-adottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 01/01/2016 al 31/12/2016, con valore dell’indicatore della situazione economica equivalente pari a € 16.954,95.

Per chi si è fermato ai rudimenti informativi circa l’assegno per il nucleo familiare ricordiamo di che si tratta: l’ANF è una prestazione economica erogata ai lavoratori dipendenti in base alle composizione del nucleo familiare (che deve essere composto da almeno due soggetti) ed ai redditi dichiarati, i quali devono posizionarsi al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge di anno in anno.

Il reddito di riferimento è costituito dalla somma dei redditi imponibili a fini fiscali percepiti da tutti i membri della famiglia nel periodo d’imposta precedente: tale cumulo reddituale deve provenire per almeno il 70% da lavoro dipendente o pensione.

La domanda di assegno familiare si presenta compilando l’apposito modello INPS (ANF/DIP SR 16), che va consegnato di volta in volta:

 al datore di lavoro, se il richiedente è un dipendente non agricolo;

 all’INPS negli altri casi: pensionato, disoccupato, operaio agricolo, addetto ai servizi domestici e familiari, ecc.

Calcolo AFN

L’ANF deve essere liquidato al richiedente dall’azienda, che verifica la spettanza e, prima di procedere all’elaborazione delle retribuzioni di luglio, calcola l’importo dell’assegno. Se permane la continuità del rapporto di lavoro, l’assegno spetta interamente per:

 ogni mese (26 giornate) di lavoro, se ha effettuato 104 ore se operaio e 130 se impiegato;

 ogni settimana (6 giornate) se, in caso di mancato raggiungimento delle 104 o 130 ore mensili, ha effettuato almeno 24 ore settimanali di lavoro se operaio e 30 ore se impiegato;

 ogni giornata lavorata, in caso di mancato raggiungimento delle 24 o 30 ore settimanali.

In sostanza, l’ANF si riceve anche se in alcune settimane il lavoratore non ha raggiunto le ore ma le ha cumulate nel mese. Se invece nella settimana non vengono effettuate almeno 24 o 30 ore, il lavoratore ha diritto a tanti assegni giornalieri quanti sono i giorni di effettivo lavoro prestato, nelle settimane o frazioni di esse in cui non sia stato raggiunto il minimo di ore lavorative.

L’assegno intero spetta anche nelle giornate di assenza retribuita o indennizzata, o che si tratti di assenze per malattia, infortunio, maternità, ferie e congedo matrimoniale. In caso di settimana corta (orario ripartito su 5 giornate) l’assegno spetta per intero anche per il sabato non lavorato. L’assegno ridotto scatta quando non sono lavorate tutte le giornate e spettano tanti assegni giornalieri per quante sono le giornate lavorate con esclusione del sabato.

Può verificarsi il caso in cui nel corso dello stesso anno il lavoratore cambi datore di lavoro oppure che la competenza del pagamento ANF passi dall’azienda all’INPS: in tal caso è necessario presentare una nuova domanda con relativa documentazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here