Dopo la brutta giornata borsistica di ieri, i listini azionari del vecchio continente riaprono in moderato rialzo, spinte anche dalla crescita del Nikkei di Tokyo, salito dell’1,3%. Il FTSE MIB sale oltre il mezzo punto percentuale. Milano, ieri maglia nera e in ribasso del 4%, recupera di un 0,4%. A Piazza Affari Mps è la migliore con +2,2%. Ancora acquisti su Fca (+1,3%), che anche ieri si era difesa bene dai ribassi e in generale sui titoli della moda. Il crollo del petrolio, che ieri a New York ha perso il 7,7% a 52,53 dollari al barile, deprime i petroliferi con Saipem in rosso dell’1,8% ed Eni dello 0,7%. Sul mercato valutario l’euro scambia a 1,102 dollari (da 1,107 dollari) e 135,3 yen (da 135,7 yen) mentre il cross dollaro/yen si attesta a 122,7 (122,58).

Segnali positivi arrivano anche dal mercato obbligazionario con lo spread BTp-Bund in calo sotto i 160 punti base. Ieri la Bce ha comunicato che ha giugno ha acquistato 8 miliardi di titoli di Stato italiani e che da novembre, da quando è partito il “qe”, ne ha acquistati un controvalore di 31 miliardi (rendimenti dei bond dell’Eurozona).

L’apertura azionaria è stata sicuramente timida proprio in attesa dell’incontro di oggi dell’Eurogruppo previsto per le 13, in cui la Grecia dovrebbe presentare la nuova proposta per trovare un accordo sul debito. Per molti operatori la giornata di oggi potrebbe essere l’ultima spiaggia per il futuro di Atene e dell’Eurozona. Per Jp Morgan, infatti, l’uscita della Grecia dall’euro è a questo punto lo scenario numero uno. Secondo Credit Suisse, invece, lo scenario base resta quello di un accordo.

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