Secondo una nota della Coldiretti, la vendita di Indesit all’americana Whirlpool è solo l’ultima in ordine cronologico di una vera e propria escalation che nel 2014 sta vedendo moltissimi marchi storici italiani finire in mani straniere. Nell’ultimo anno, le società estere hanno fatto investimenti nel belpaese stimati in circa 2 miliardi di euro. L’associazione degli imprenditori agricoli cita altre operazioni “eccellenti”, come la vendita della storica gelateria Fassi di Roma alla società coreana Haitai Confectionery and Foods Co e quella dell’antico Pastificio Lucio Garofalo alla Ebro Foods, gruppo multinazionale spagnolo che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti.

Ma non si parla solo di agroalimentare. A Febbraio – spiega ancora la Coldiretti – il 20% delle quote di Versace sono passate all’americana Blackstone, terza operazione nella moda da inizio anno operata da investitori stranieri, dopo Krizia e Poltrona Frau. L’anno prima era toccato a Loro Piana, acquistata dal gruppo francese LVMH per 2 miliardi di euro, stessa società che aveva già acquisito qualche mese prima una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della pasticceria Confetteria Cova proprietaria della società Cova Montenapoleone Srl, che gestisce il noto locale milanese. La Lvmh di Bernard Arnault aveva già in portafoglio Bulgari ed è proprietaria di Fendi, Emilio Pucci e Acqua di Parma mentre – continua la Coldiretti – la sua rivale francese Ppr di Francois-Henry Pinault controlla Gucci, Bottega Veneta e Sergio.

Una vera e propria liquidazione insomma. I marchi – vista la crisi – sono spesso venduti, o meglio svenduti, ai migliori offerenti, che non sempre allegano alla proposta d’acquisto piani industriali dettagliati né assicurazioni su occupazione, produzioni e patrimoni aziendali. Il belpaese, a causa della lunga crisi e di una classe imprenditoriale mediocre, cede così i gioielli di famiglia.

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