Manca meno di un mese al versamento delle tasse sugli immobili. Tra annunci, smentite e proroghe, molti proprietari di casa dovranno mettere mano al portafoglio entro il 16 giugno. Due le imposte all’orizzonte: la Tassa sui servizi indivisibili e l’Imu, che conserverà le aliquote dello scorso anno.

A causa della lunga gestazione, non sono pochi gli italiani che hanno perso passaggi importanti riguardo l’imposta. La Tasi sarà adottata sulle prime abitazioni non interessate dall’Imposta municipale unica, ma su  alcune case sarà applicata l’accoppiata Tasi-Imu. A deciderlo saranno i Comuni e, a causa dei complessi parametri che determineranno gli importi, è consigliabile rimandare al sito www.portalefederalismofiscale.gov.it.

Gli importi medi saranno pari a 240 euro (di poco inferiori a quelli dell’Imu nel 2012) ma nelle grandi città del Centro-nord si arriverà a più di 400 euro, spesso superando la precedente riscossione.

Per il momento a regnare è l’incertezza. Entro venerdì 23 maggio i Municipi dovrebbero ratificare le aliquote Tasi (finora meno di 900), ma le prossime elezioni potrebbero determinarne lo slittamento. Subito dopo la tornata elettorale non sono ammessi ulteriori indugi: entro sabato 31 i Comuni dovranno pubblicare sul già citato Portale le delibere sulle aliquote. In caso contrario, la prima rata della Tasi sarà accorpata alla seconda ed estinta entro il 16 dicembre.

E non è finita qui. Gli importi fissati entro il 31 maggio potranno essere modificati entro il 31 luglio, per cui non sono esclusi successivi aumenti, ribassi ed esenzioni. A derivarne è un corto circuito sociale, fiscale e politico che ha convinto Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani a stigmatizzare i continui cambi di rotta come comportamenti poco seri «per i cittadini» e per «i Comuni (che) hanno bisogno di certezze».

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