Dario Agrimi
Dario Agrimi

E’ stata un’estate itinerante ricca di appuntamenti quella che ha accompagnato Dario Agrimi. Dopo il successo di Grottole Art Nature in collaborazione tra Fondazione Maria Rossi e Fondazione Pascali e la discussa esposizione dell’opera Non dice chi è a Cosenza, dal 18 agosto al 15 ottobre l’artista tranese si sposta a Corato con Oggi è il domani di ieri. Nelle sale ottocentesche di Palazzo Gioia, tra le decorazioni pittoriche e l’eco dei fasti del tempo, si articola per la prima volta una mostra d’arte contemporanea a cura di Alexander Larrarte promossa dalla CoArt Gallery e  con il patrocinio del Comune di Corato(Ba).

Espressione dell’architettura pugliese del XIX secolo, l’edificio, recentemente restaurato, è diventato un contenitore culturale polifunzionale, ospitando il Fondo Antico della Biblioteca Comunale “Matteo Renato Imbriani”, l’Archivio storico, oltre ad eventi culturali, esposizioni permanenti e temporanee.

Agrimi lavora nel campo dell’arte contemporanea con opere di carattere concettuale e si esprime con diverse tecniche (pittura, installazione, fotografia, scultura e video). Il percorso raccoglie le opere più recenti dell’artista pugliese, tra uno sfrontato iperrealismo e una poetica che interroga la condizione umana. Il medium è a servizio dell’idea, l’artista-creatore si libera di vincoli, tecniche, nessun limite è posto, puntando alla rappresentazione, le idee nascono da una pratica continua con il mondo delle cose.

Grottole Art Nature
Grottole Art Nature
"Mi amo", 2017
“Mi amo”, 2017
"Ascesa", 2012
“Ascesa”, 2012

 

I meccanismi del tempo, di un giorno programmato, rimandato, vissuto, a volte sistematico ed altre perso. La scena si apre in un contenitore, uno spazio architettonico che custodisce e mostra i segni del tempo, la storia di una comunità, l’evoluzione e mutamenti, dall’800 ad oggi: il Palazzo Gioia di Corato.

Dodici installazioni nelle sale del piano nobile, offrono un percorso in dialogo con lo spazio ed una narrazione che si  muove su un doppio binario, la ricerca dell’artista con le opere realizzate  dal 2010 ad oggi,  e il tentativo di rendere i visitatori protagonisti e testimoni del nostro tempo.

Con provocazioni e invito alla riflessione, attento agli automatismi e alla scienza comportamentale, Agrimi mette in mostra la nostra natura, atti compiuti automaticamente privi di una volontà, e non mancano dissacrazioni che muovono reazioni e riattivano il pensiero.

“La vita degli altri è bellissima” un light box con citazione dei comuni stati interiori apre la mostra, l’osservazione della vita altrui come meta di un benessere privo della conoscenza e coscienza del sé. Un rotolo di carta igienica senza un marchio di fabbrica diventa “il“ rotolo di carta igienica definendo l’evoluzione dell’intera specie umana, il metro della società, e per i visitatori il rotolo della discordia.

Per definire l’abitato del nostro essere e nell’atto della creazione, l’artista utilizza il medium a servizio dell’idea, animali in tassidermia, object trouvé, tutto concorre per la realizzazione dell’opera. Nessun limite è posto, Agrimi si libera da schemi e tecniche prestabilite e riporta tutti al centro della discussione.

Cortocircuiti volontari disseminati nello spazio, per invitare a riflettere sulle zone in ombra della nostra società, la nostra natura viene messa in mostra e stentiamo a riconoscerla, osservatori di un enigma che nessuna soluzione risolve in modo esauriente e definitivo.

In “Non dice chi è”, Lucifero, l’angelo che diviene pericolo per il creato, sospeso e avvolto nei luttuosi drappi neri, tenta un’ascesa privando la propria identità. E’ la nostra natura maligna, quella che muove atti di destabilizzazione della nostra contemporaneità. Nelle opere ci siamo tutti noi. Nella definizione del tempo il nostro tempo.

"Non dice chi è", 2015
“Non dice chi è”, 2015

Nel stabilire una dimensione di tempo, nel percorso della mostra, una deformazione, il collo di un’oca allungato, portato alle massime conseguenze “EXSTENSION”, rende una sensazione straniante, osserviamo immobili, e la realtà cambia e si evolve solo se muoviamo il passo e osserviamo da un nuovo punto di vista, osservando l’oca dal becco ritorniamo alla normalità. Un invito per codificare e modificare la nostra realtà.

"Extension", 2011
“Extension”, 2011

Se irriverente è la presenza del rotolo di carta igienica, di tutt’altra natura l’opera “SE”, la prima apre la mostra, l’atra chiude il percorso. Un telefono squilla ogni dieci minuti, una teca ci impedisce di rispondere, è la storia di una persona vicina all’artista che a seguito di un malore cerca soccorso, il telefono squilla ma nessuno risponde. Tutto si rivela nella tragica scoperta di un amico morto. Il titolo dell’opera è “SE” e sviluppa una dinamica del senso di colpa, un senso di colpa che proviamo tutti noi nell’impossibilità di alzare la cornetta. Quel senso di colpa nella privazione dell’esercizio delle nostre volontà, immobili nel tempo che scorre, dove tutto muta e si modifica.

"Se"
“Se”

“Genio! È l’esclamazione che spesso si associa alla vista delle opere di Dario Agrimi” – spiega il curatore, Alexander Larrarte. “Nella creazione dell’opera Agrimi innesca un meccanismo di entropia di comunicazione, in un rapporto di conoscenza col mondo, con la realtà, non privandosi di un graffio ironico, agisce sul margine di astrazione, di indeterminazione, invitando il visitatore ad una riflessione, ad un rapporto di scoperta, di esplorazione sulla società contemporanea.

 

La mostra “Oggi è il domani di ieri” rimarrà aperta fino al 29 ottobre 2017 presso Palazzo Gioia. Orario: Dal venerdì alla domenica, ore 19:00 – 23:00.

Ingresso libero

Palazzo Gioia, largo Plebiscito 24, Corato (Ba) –  Tel. 080.8720861

Mail: corato@sistemamuseo.it

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