Storico rappresentante degli studenti alla facoltà di Lettere dell’Ateneo barese, è finalmente riuscito a pubblicare il suo primo libro, dedicato alla sua più grande passione: la geografia. Fondatore di un gruppo Facebook a tema seguito da quasi 20mila persone, Fabio Campo inseguiva da tempo questo obiettivo, ora divenuto realtà.

Edito da Falvision (anch’essa del capoluogo pugliese), Curiosità e nozioni di Geografia globale (brossura, 192 pp., € 15,30) è stato presentato pubblicamente il 9 giugno alle 19 al teatro Osservatorio di Bari. L’incontro è stato moderato da Concetta Di Maggio, giornalista di TV Gargano.

In concomitanza con il lancio dell’opera – che verrà presentata da Miki De Ruvo anche al Sovereto Festival il 29 luglio – abbiamo colto l’occasione per intervistare l’autore.

A prima vista il tuo volume sembrerebbe una sorta di “Libro dei fatti”, che però dà spazio anche alla dimensione storico-culturale delle nazioni. Cosa ti ha spinto a realizzarlo?

Lo devo alla mia passione per la geografia, che mi ha spinto anche ad elaborare 2 tesi universitarie in questa disciplina. Essa ha posto le basi per l’elaborazione di questo libro, che racchiude dati di fondamentale importanza non solo di natura fisica, ma anche economica, politica, sociale, con riferimenti storici ed etimologici: un approccio molto diverso dal “Libro dei fatti”.

Ti sei distinto per aver corretto un articolo della prestigiosa enciclopedia Treccani.

Semplicemente, mi accorsi che lì c’era un dato non aggiornato sul più grande stato dell’Africa, il Sudan, che dopo la secessione del 2011 è diviso in Sudan e Sudan del Sud, lasciando il primato all’Algeria. Mandai un’email con la correzione e loro risposero dicendo che avrebbero provveduto a modificare la voce, e l’hanno fatto.

In tempi recenti la nota comica e attrice (nonché ex insegnante) Luciana Littizzetto si è pronunciata su “Che tempo che fa” in difesa della Geografia, sempre più trascurata nelle scuole. Cosa ne pensi?

Indubbiamente il trattamento riservato alla geografia da parte della scuola e delle istituzioni culturali italiane, compresa l’università, è altamente imbarazzante. Stiamo parlando di una delle materie fondamentali per la conoscenza del mondo in cui viviamo. Forse nessuna disciplina ha ricevuto un trattamento così vergognoso: e i risultati si vedono, dato che purtroppo si sa molto poco delle tematiche che ho affrontato nel testo.

E’ un fenomeno di cui anche tu hai avuto percezione da alunno prima e da studente universitario poi?

Io la geografia l’ho studiata solo fino al 1° liceo, ma era già abbastanza trascurata. All’università ho accumulato 24 crediti di geografia (di cui 12 a scelta) con lo studio, per fortuna, anche degli stati del mondo.

Quali espedienti adotteresti per solleticare l’interesse per la geografia nei bambini?

Penso che chiederei loro da dove gli piacerebbe partire, quali paesi visitare, e da là magari dare qualche piccola nozione base.

Oggigiorno siamo tutti interconnessi: la rete ha annullato (o almeno accorciato) le distanze. Pensare “è inutile che sappia dove sia quel posto, tanto posso vederlo su internet” può essere alla base dell’ignoranza geografica attuale?

Non si può, soprattutto al giorno d’oggi, disinteressarsi della disciplina che racchiude gli elementi essenziali per capire i rapporti tra i vari stati e gli scenari futuri possibili. Basta guardare un telegiornale: quasi tutto ciò di cui si parla è connesso alla conoscenza geografica. Ad esempio, l’Isis (che sta per Stato islamico di Siria e Iraq), la Brexit (e qui sarebbe cosa buona conoscere la differenza tra Regno Unito e Gran Bretagna), ma anche le questioni legate alla Corea del Nord. Pensare che “tanto abbiamo il navigatore” e che quindi si possa fare a meno della conoscenza degli stati, è come rifiutarsi di imparare a fare i calcoli matematici perché “tanto abbiamo la calcolatrice”.

Che domande ti fanno più spesso su questa disciplina?

Tipo quali siano i paesi più sviluppati al mondo, quelli più grandi e popolosi, le religioni più diffuse, perché l’Italia si chiami così, oppure le varie capitali.

Programmi di scrivere un altro libro di geografia? Quale taglio daresti al nuovo testo, per differenziarlo da quello appena scritto?

Sì, è una possibilità… Penso che sarebbe sullo stesso stile, ma dedicato solo all’Italia.

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Giovanni De Benedictis
Nato a Bari nel 1984, è giornalista professionista e critico cinematografico SNCCI. Laureato col massimo dei voti in lettere moderne sia alla triennale (curriculum “editoria e giornalismo”) che alla magistrale (filologia moderna), dopo un passato da studente in biologia. Ha conseguito con lode anche il master in giornalismo del capoluogo pugliese. Ha tantissimi e diversissimi interessi. In primis: cinema, scienze naturali, letteratura, fumetti, tecnologia, disegno, fotografia. Difficilmente s’imbatte in qualcosa che non gl’interessi almeno un po’. Dal 2007 è blogger di BuonCinema (www.buoncinema.com). Ha scritto e scrive per svariati giornali online e associazioni culturali baresi e no. Tra le tante massime o citazioni in cui si potrebbe riconoscere: “Se non si crede neanche un po’ a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema” e “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”.

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