Sommacampagna, segregata e torturata 44enne polacca. Arrestato agricoltore

Chiusa in un container per due settimane, nei terreni di Sommacampagna, nel Veronese, a debita distanza dal mondo circostante. E’ la punizione inflitta ad una 44enne polacca dal compagno, un agricoltore, con cui aveva osato alzare la voce.

La donna è stata tenuta prigioniera in uno dei cassoni utilizzati dalle aziende agricole per la raccolta della frutta. Il suo aguzzino, un 53enne originario di Bolzano, proprietario della tenuta, ha alle spalle già una denuncia per violenza sessuale nel confronti di una minore. La vittima lavorava per lui come bracciante. Dapprima la lite scatenata dalle lamentele della 44enne per le condizioni di lavoro subite dalla sorella, sua collaboratrice. Poi la decisione di gettarla in uno dei cassoni non più largo di un metro con mani e piedi legati. La sua razione di cibo consisteva in un solo frutto al giorno.

Ad aiutare il 53enne sarebbe stato un suo collaboratore di origine polacca. A dare l’allarme preoccupati dal silenzio della madre sono stati i figli della 44enne. La fuga da quell’inferno però è stata possibile solo grazie ad alcuni operai che falciavano l’erba nelle vicinanze e che hanno sentito urla strazianti provenire da quel cassone.

All’arrivo sul luogo le forze dell’ordine hanno trovato l’uomo a lavoro sul suo trattore, tranquillo e proprio a pochi metri da quel baule, trasformato in prigione. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di sequestro di persona e tortura si trova ora nel carcere di Montorio dove è stato rinchiuso anche il collaboratore polacco complice nella vicenda.

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