Calabria, sotto sequestro le aree delle gole. Norme di sicurezza non rispettate

E’ stato notificato anche al sindaco alle prime ore di questa mattina il decreto di sequestro che riguarda la vasta area che interessa le quattro gole del Raganello, in contrapposizione alla notizia che si era diffusa nella giornata di ieri in cui si circoscriveva alla sola Civita la pertinenza. I provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Castrovillari.

E’ un paese svuotato Civita, senza turisti nè soccorritori. Terminate le ricerche con un bilancio di 10 morti e 11 feriti, resta il timore strisciante che la comunità di neanche 1000 anime sulle cime del Pollino che vive in buona parte di quelle escursioni non riesca a riprendersi dalla tragedia.

Tra i 32 turisti salvi strappati alla triste sorte del fango di Raganello c’è anche una bambina di 9 anni ricoverata in ospedale, ora in condizioni stabili, che nel torrente ha perso i genitori. Ancora i dubbi sui se e quanto fosse prevedibile questa sciagura attanagliano i più. Saranno due inchieste ad occuparsene. Omicidio colposo, lesioni colpose, omissioni dati d’ufficio, i reati ipotizzati dalla Procura di Castrovillari, che procede senza indagati. E poi c’è il fascicolo amministrativo che dovrà spiegare cosa andava fatto e chi doveva occuparsene, come chiesto dal Ministri dell’Ambiente Costa.

«L’allerta meteo, gialla, che la Protezione Civile aveva divulgato il giorno della tragedia era generica e comunque è stata ricevuta in tarda mattinata, quando le persone erano già nel pieno dell’escursione», spiegano dal Comune di Civita. Ma il Capo della Protezione Civile Borrelli ribatte: “Un’allerta che andava comunque recepita”. Poi parla di caso particolare e localizzato e chiede un potenziamento del sistema di comunicazione degli allarmi. A Civita era in vigore un’ordinanza ventennale, che obbligava escursionisti e bagnanti ad accompagnarsi a guide e munirsi di abbigliamento di sicurezza. Ma di fatto di controlli nemmeno l’ombra.

Il nuovo regolamento adeguato ai flussi importanti di turisti era stato deliberato a febbraio dal Consiglio Comunale di Civita, ma non era mai entrato in vigore. Sarebbe dovuto toccare ai quattro comuni interessati dal torrente e all’ente che amministra il Parco del Pollino trovare l’accordo. Si parla di norme di sicurezza e obblighi più stringenti per chi avrebbe voluto visitare le gole e poi del controllo e del monitoraggio degli accessi; regole che da tempo gli stessi amministratori chiedevano a gran voce, rimaste intrappolate poi tra le pieghe della burocrazia.

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