Paolo Savona indagato. Di Maio e Salvini:

Nell’occhio del ciclone già in fase di formazione del neo governo del cambiamento e sulla cui nomina a Ministro dell’Economia, Mattarella pose un veto per le sue posizioni antieuro, Paolo Savona finisce in un’inchiesta che rischia di creare altre tensioni. Le posizioni di Di Maio e Salvini allora come ora restano invariate, difendere senza esitazione l’attuale Ministro agli Affari Europei. Figura anche Paolo Savona, dunque tra i 23 nomi inseriti all’interno dell’inchiesta della Procura di Campobasso per usura bancaria; accusa che ha avuto origine dalla denuncia di un’impresa.

All’epoca dei fatti Savona era ai vertici di Unicredit. Ma nell’inchiesta figurerebbero anche altre figure di spicco e direttori di filiale dell’ex Banco di Roma, tra cui Alessandro Profumo, oggi Amministratore Delegato di Leonardo, Federico Ghizzoni, ex Amministratore Delegato di Unicredit e Fabio Gallia, attualmente ai vertici di Cassa Depositi e Prestiti.

“Si tratta di un atto dovuto dei magistrati”, ha detto il vice Premier Luigi Di Maio, che ha anche spiegato come fosse a conoscenza dell’indagine ormai da tempo e che nonostante tutto non avesse frenato la  nomina di Savona. E sulla sua integerrimità ha speso parole generose anche Matteo Salvini confermando alti livelli di stima nei confronti del suo operato ed augurandosi che la giustizia faccia velocemente il suo corso.

Sul fronte giustizia civile nessuno sconto anche per Pietro Grasso, condannato dal tribunale di Roma a pagare 83mila euro al Pd. E’ questa la cifra che il leader di Liberi e Uguali avrebbe dovuto corrispondere al partito con il quale era stato eletto in Parlamento nel 2013. Circa 1.500 euro al mese che Grasso insieme ad altri 60 parlamentari morosi, non avrebbero mai versato. L’ex Presidente del Senato ha annunciato la sua ferma opposizione alla decisione del tribunale.

 

 

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