Catania, buco da 10mln nella gestione di casa di cura per disabili

Quelle ingenti somme di denaro che uscivano dalle casse della Regione siciliana avrebbero dovuto essere utilizzate per assistere anziani e disabili. Milioni di euro che servivano per comprare vestiti, medicine e attrezzature per i più svantaggiati ma che in realtà sarebbero serviti a finanziare la bella vita di chi gestiva l’istituto per anziani Lucia Mangano di Sant’Agata li Batiati.

Per mesi gli uomini della DIA (Direzione Investigativa Antimafia), hanno indagato su chi aveva fatto di quella casa di cura no profit la propria banca personale, utilizzando i fondi non per prendersi cura degli anziani bensì per pagare cene, banchetti, viaggi e persino un importante premio antimafia dedicato a due magistrati, vittime di Cosa Nostra.

Sono scattati questa notte gli arresti e sono 5 le custodie cautelari emesse dalla DIA del capoluogo etneo nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione di fondi regionali. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla distrazione di beni e alla appropriazione indebita. In manette è finito il responsabile dell’istituto, alcuni familiari e dirigenti della Onlus.

Dalle indagini che proseguono con accertamenti bancari è emerso che l’uomo avrebbe utilizzato oltre 1,5mln di euro per acquistare beni di lusso, cene e vacanze; altri 380mila euro sarebbero stati invece usati dai familiari, non per l’assistenza ai disabili ma per le proprie spese personali. Il buco nella gestione dell’ente stando ad una prima stima provvisoria sarebbe di oltre 10mln di euro.

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