Ilva, muore in cantiere travolto da un cavo. Aveva solo 28anni

Tutte le sirene suoneranno per 5 minuti ininterrottamente ed alle 17.30 nella giornata di oggi tutti i porti si fermeranno a ricordare come di lavoro si continua a morire. Ieri l’ennesimo dramma di una morte bianca. Angelo Fuggiano aveva 28 anni, è stato colpito da un cavo d’acciaio della gru sulla quale era a lavoro all’Ilva di Taranto.

E riemergono le urla di dolore di chi si sente abbandonato dalle istituzioni e di chi grida alla vergogna per mancanza di sicurezza negli ambienti lavorativi. Angelo era padre di due figli, cresciuto nel rione Tamburi, a ridosso dello stabilimento. Dipendente di una delle tante ditte appaltatrici dell’azienda, alle prese con una crisi sempre più profonda. Un quadro sconcertante che ha portato le organizzazioni sindacali a proclamare uno sciopero fino al primo turno e annunciato nuove azioni per la prossima settimana.

Il caso da tempo è anche politico, finito persino nei programmi del prossimo governo Lega-5Stelle: Forza Italia chiede con forza una audizione ai commissari, mentre il Pd vuole farsi promotore di una grande mobilitazione sulla sicurezza.

Insomma dove non arriva il decesso per le tante timorate malattie tumorali causate dalle polveri sottili in quel rione a rischio, che provveda la mano dell’uomo a salvaguardare la vita sui cantieri.

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