I comitati e le associazioni ambientaliste, che per primi avevano puntato il dito sulla pericolosità di quelle emissioni della Tirreno Power, centrale a carbone, oggi riconvertita a metano, di Vado Quiliano, in provincia di Savona, hanno finalmente vinto la loro battaglia.

Un primo passo verso la verità. Rinvio a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo. Dovranno rispondere di questo, 26 manager e amministratori di Tirreno Power, che erano alla guida dell’azienda tra il 2003 e il 2014.

Lo ha stabilito ieri il giudice di Savona che ha accolto le richieste del rinvio a giudizio della Procura ligure al termine di un’inchiesta su 427 morti per malattie respiratorie e cardiovascolari definite sospette, verificatesi tra 2000 e il 2007. Negli stessi anni, secondo i consulenti dell’accusa, sarebbero stati oltre 2000 i ricoveri di adulti e 586 quelle dei bambini per le stesse patologie.

L’avvocato del ‘Comitato Uniti per la salute’, Matteo Ceruti, non ha dubbi: esistono le prove dell’immane disastro provocato dalle emissioni della centrale, supportate da ben due perizie, una ecologica e l’altra epidemiologica.

Il processo inizierà l’11 Dicembre. Tra le persone rinviate a giudizio c’è il Direttore Generale di Tirreno Power, in carica tra il 2003 e il 2014, Giovanni Gosio e Massimo Orlandi, Presidente del Consiglio di Amministrazione, oltre a manager, consiglieri e direttori di ripartimento.

L’inchiesta si era conclusa il 17 Giugno 2015, con 86 indagati e con il sequestro della centrale di Vado Ligure.

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