Sono finiti in carcere a Liverpool con l’accusa di tentato omicidio i due ultras della Roma, ritenuti responsabili dell’aggressione a Sean Cox, 53 anni, tifoso d’origine irlandese dei Reds che ora versa in uno stato di coma e lotta tra la vita e la morte.

Sono Filippo Lombardi di 21 anni e Daniele Sciuscio di 29, i due supporters romanisti identificati dagli agenti della Digos di Roma, che si trovavano in Gran Bretagna per collaborare con la polizia inglese. Sui profili facebook dei due arrestati c’erano frasi inneggianti alla violenza contro gli agenti. I due erano già noti peraltro alle forze dell’ordine italiane.

Proprio durante una rissa tra le due tifoserie ad avere la peggio è stato il supporter irlandese, che ora anche se dovesse risvegliarsi dal coma, rivelano i medici, rischia di riportare gravi danni cerebrali.

L’uomo pare si stesse recando allo stadio quando si è trovato nel bel mezzo degli scontri. Colpito dalla fibbia di una cintura è caduto a terra battendo violentemente la testa. E subito si sono scatenate accuse reciproche da parte delle due tifoserie su chi sia stato ad iniziare la rissa, scoppiata un’ora prima dell’inizio della partita.

Le immagini al vaglio degli inquirenti ritraggono circa trenta tifosi incappucciati armati di cinture e martelli, che raggiungono l’Albert Pub, lo storico punto di ritrovo dei tifosi del Liverpool.

E in una nota l’AS roma ha condannato con fermezza il comportamento di una ristretta minoranza dei suoi tifosi, ma non è escluso che possano essere presi provvedimenti contro la società giallo-rossa. Resta alta la tensione per il match di ritorno prevosto per mercoledì prossimo allo stadio Olimpico, dove sono attesi più di 5mila sostenitori dei Reds.

 

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