Torino, guerriglia urbana

Hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza schierato attorno all’hotel che ospitava la presentazione di Simone Di stefano, leader di Casa Pound, nel centro di Torino. Tensione e scene di guerriglia urbana in un corteo di 500 manifestanti composto secondo la questura da antagonisti dei centri sociali torinesi ed esponenti del movimento NOTAV.

Alcuni di loro nelle colluttazioni sono venuti a contatto con gli scudi della polizia, schierata in assetto antisommossa, che ha reagito con una piccola carica e usando gli idranti. Un’altra parte del corteo ha tentato di avvicinarsi all’hotel, lanciando petardi e incendiando cassonetti, e nuovamente è intervenuto un mezzo delle forze dell’ordine con idranti.

La tensione è salita ancora vicino alla stazione Porta Susa, quando c’è stato un intenso lancio di pietre e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine, che per disperdere i manifestanti sono avanzate inseguendo alcuni attivisti. Il bilancio, provvisorio per la concitazione della situazione, è parso essere di tre esponenti delle forze dell’ordine rimasti feriti.

Alcuni manifestanti sono stati bloccati – ci sarebbero due fermi – fa sapere la questura, e la loro posizione è al vaglio. Il corteo si è poi ricomposto allontanandosi dal ritrovo di CasaPound, lasciando lungo la strada reti di cantiere, dissuasori e cestini dell’immondizia divelti, petardi e cocci di vetro a terra. I manifestanti si sono quindi diretti verso piazza Castello e poi lungo via Po, per terminare nel quartiere Vanchiglia, ritrovo abituale del mondo antagonista torinese.

Oggi sui social il grido di chi in prima linea si sente inerme di fronte alle scene di violenza vissute sul fronte e che ogni giorno ormai riempiono le pagine di cronaca. Andrea Cecchini, Italia Celere, l’Organizzazione sindacale della Polizia di Stato, scrive su facebook allegando crude immagini che ritraggono ferite riportate dagli agenti durante la guerriglia nella serata di ieri:

Queste dure e DOLOROSISSIME immagini si riferiscono agli scontri di ieri….il risultato della scellerata violenza degli “antifascisti” sul corpo di un Collega Celerino del Reparto Mobile di Torino.
Il nostro Collega ci ha dato l’ok per la divulgazione, unici nostro scopo è MOSTRARE AL MONDO CIVILE QUELLO CHE STA ACCADENDO. I media tentano di nascondere e prendere sotto gamba, le Istituzioni non si pronunciano perché in ballo c’è il Mercato Elettorale ma la Polizia continua a fare da Scudo e Cuscinetto Sociale di fronte ai giochetti da destra/sinistra che coprono solo interessi di partito.
Ma quel cuscinetto sociale è fatto di Uomini in carne ed ossa!!! Noi siamo vicini al collega che ha dimostrato coraggio immolandosi per UN’ITALIA che se ne frega degli Uomini in Divisa.
Il nostro voto va alla POLIZIA ed è un voto di Amore, Fedeltà, Dignità e Trasparenza.
Ma noi non siamo il giochetto di questi imbecilli impuniti che si nascondono dietro un passamontagna ed uno striscione.
Lo scontro si è alzato a livelli gravi e pericolosi….lo diciamo dal 2011 noi, dalla Val di Susa. Chi parla ora sta solo strumentalizzando.
Scenderemo anche noi in piazza ma con le nostre famiglie come abbiamo già fatto l’11 ottobre scorso….NOI SIAMO LO STATO, NOI SIAMO LA VERA ITALIA”.

1 commento

  1. rattata con i guanti gialli !!! Nessuno vi spara addosso o vi fa una salutare doccia con la benzina !!!Vediamo quanto siete eroi, andate in Corea del Nord e vediamo cosa avete il coraggio di fare !!! Lì c’è il comunismo più bieco e sanguinario, altro che fascismo e antifascismo !!! Ma chi credete di prendere per il culo ???

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