Uber
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Un furto con riscatto da 100mila dollari avvenuto ai danni di Uber, alle prese con un terribile attacco hacker avvenuto nel 2016, quando le furono rubati da esperti pirati informatici i dati sensibili di ben 57mln di account. Del furto però nessuno seppe nulla. La società californiana decise di pagare una consistente somma agli autori della cyber rapina.

Lo scorso anno avevano violato i suoi sistemi e rubato i dati sensibili di 50mln di clienti e di 7mln di loro autisti. Il crimine riguarda nomi, mail enumeri di telefono, inclusi numeri di patente di 600mila automobilisti statunitensi. Uber per ora garantisce che non sarebbero state trafugate altre informazioni delicate come quelle riguardanti le carte di credito e la social security ovvero l’equivalente del codice fiscale, da cui si possono ottenere dati sensibili sull’identità di una persona.

Resta il fatto che per aver taciuto sul furto, la società californiana potrebbe aver esposto, spiegano i media americani, a forti rischi i clienti, i dipendenti e tutte le persone che a vario titolo hanno avuto a che fare con l’azienda. Da quando è stata fondata nel 2009, Uber è stata già investita da almeno cinque inchieste giudiziarie per tangenti, uso di software illecito, prezzi discutibili e furto di proprietà intellettuali della concorrenza.

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