Una storia tragica di violenza inaudita a cui hanno dovuto assistere anche dei minori. L’episodio risale al 15 Giugno 2017 ed è avvenuto nei pressi di un bar nella centralissima via Roma, a Siniscola, provincia di Nuoro, nelle vicinanze del palazzo municipale, ed ha visto coinvolto un 34enne di Orosei e suo padre. Il giovane è seguito dai servizi sociali e ha a suo carico piccoli precedenti risalenti alla successiva separazione dalla moglie e per i quali ha comunque già pagato il suo debito con la giustizia. Sembrerebbe che tra i due ex, separati da diversi anni, sia in atto una battaglia legale per l’affidamento dei figli. Il giovane di Orosei, dopo due anni, ha potuto incontrare i figli una volta alla settimana come stabilito dal giudice.

Erano le 16.00, aspettava di incontrare i due figli di 8 e 6 anni avuti dalla ex moglie come ogni giovedì. Ma la giornata fissata dal giudice perché lui passasse un po’ di tempo con i piccoli si è trasformata in un incubo. Sarebbero stati colti di sorpresa mentre erano intenti a sorseggiare un caffè al tavolino. Gli aggressori li avrebbero presi a calci e pugni fino a ridurli a una maschera di sangue e con ematomi in tutto il corpo prima di buttarli in mezzo alla strada. Ad avere la peggio è stato il più grande dei due, nonno dei bimbi, oltretutto diabetico e cardiopatico, nel disperato tentativo di difendere il figlio dalle percosse.

Il 34enne vittima del pestaggio ha riportato un trauma cranico, molteplici contusioni e il setto nasale fratturato. A soccorrerlo gli operatori del 118, che lo hanno accompagnato all’ospedale di Olbia e successivamente all’Ospedale San Francesco di Nuoro. Suo padre, a sua volta ha dovuto ricorrere alle cure mediche dell’Ospedale di Sassari. E’ stato quest’ultimo, successivamente a denunciare il pestaggio ai carabinieri della compagnia di Siniscola, facendo così scattare le indagini per far luce sull’episodio di violenza.

La vicenda è saltata agli onori della cronaca anche attraverso un post pubblicato sui social network da una parente dei due uomini, in cui il giovane viene fotografato nel letto dell’ospedale.
“Pestato a morte, mentre felice si accingeva a incontrare i figli”, scrisse la donna.
Pare che il giovane 34enne dichiarò agli inquirenti, di aver riconosciuto tra i loro aggressori, alcune persone legate all’entourage della famiglia della ex moglie, che intanto si è fatta una nuova vita. Dettaglio che però non fu né confermato, né smentito dai militari. “Stiamo lavorando per identificare tutte le persone coinvolte nella vicenda – dichiarò il pomeriggio successivo all’accaduto il comandante della compagnia di carabinieri di Siniscola, capitano Andrea Leacche – e oltre a questo non possiamo dire null’altro”.
 Una scena raccapricciante ed un’aggressione così inaudita resa ancora più grave per essere stata perpetrata davanti agli occhi innocenti dei due piccoli nei confronti dei padre e del nonno. Solo a distanza di tempo anche i danni riportati dall’anziano si sono rivelati gravissimi. Nonostante le molteplici cure riservate all’uomo, oggi la diagnosi ha sentenziato per lui la perdita dell’udito e si è configurato il rischio di un’ischemia. E il giovedì, che fino al pomeriggio di oggi in cui il giudice in Tribunale  sentenzierà sulla causa di separazione dei coniugi era ricordato come il giorno più felice, si era trasformato nell’incubo di avvicinarsi nuovamente a quella gente. Da quel giorno infatti i due uomini hanno dovuto rinunciare a far visita ai piccoli temendo ulteriori ritorsioni. Le indagini partite qualche mese fa ad oggi non hanno ancora prodotto risultati. A gran voce e con disperazione la famiglia grida che sia fatta giustizia. A bocce ferme l’istantanea di questa tragedia familiare vede solo vinti. Si, i piccoli, che con buone probabilità riporteranno ferite indelebili nei loro ricordi d’infanzia. E ci si chiede se, reati come questi siano all’ordine delle priorità della legge oppure no.

 

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