Non si placano le polemiche sul post pubblicato sui social da Don Lorenzo Guidotti. Il sacerdote di Bologna scrive ad unba giovane vittima di stupro una lettera che inizia con “tesoro mi dispiace”. Parole che, se pronunciate da un uomo di Chiesa, farebbero da subito pensare al perdono, alla pietà umana. In realtà il post pubblicato sul profilo facebook, poco dopo cambia completamente senso assumendo toni accusatori.

«Frequenti Piazza Verdi, ti ubriachi, e dopo fai la cavolata di allontanarti con un magrebino», scrive il sacerdote quasi ad alludere che la ragazza se la fosse cercata. Non è nuovo Don Lorenzo a pubblicare commenti un po’ troppo sopra le righe su fatti della città. Parole, le sue, che scatenano spesso critiche e polemiche.

Questa volta però il prete ha preso di mira il caso di una ragazza che ha raccontato di essere stata violentata nel vagone della stazione di Bologna da un magrebino, conosciuto in centro in Piazza Verdi, dopo aver alzato il gomito nel bere. La giovane ha poi sostenuto di essersi svegliata semisvestita e senza più la borsa.

«Tesoro, a questo punto, svegliarti seminuda, è il minimo che ti possa accadere – insiste il sacerdote – mi dispiace ma se nuoti nella vasca dei piranha, non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto, cioè a me sembra di sognare», aggiunge. Poi l’affondo del prete: «Ma dovrei provare pietà? Proprio no». Frasi che hanno scatenato dure reazioni sui social e non solo. Anche la curia di Bologna se ne è interessata in una nota ha precisato che di Don Guidotti non è la posizione della Chiesa. Il sacerdote subito dopo si è scusato: «il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far riflettere  gli altri giovani e il loro genitori». Forse a riflettere doveva essere proprio lui, il prete fustigatore e prima non dopo aver espresso il suo pensiero.

 

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