Sull’accoglienza dei migranti siamo alle solite: l’Italia lasciata sola dall’Europa nonostante le richieste d’aiuto. Perché al di là delle parole i fatti sono quasi pari a zero.

Il premier Paolo Gentiloni è tornato a sollecitare l’Europa chiedendo un aiuto concreto in occasione del vertice preparatorio del G20. Il presidente del Consiglio ha ricevuto qualche promessa, ma ora l’Italia si attende i fatti già a partire col vertice dei ministri dell’Interno Ue in programma a Tallin in Estonia. “Ho utilizzato anche questa occasione per rappresentare ai colleghi europei la estrema preoccupazione per l’accentuarsi dei flussi migratori”, ha sottolineato Gentiloni. “Siamo di fronte a numeri crescenti che, alla lunga, potrebbero mettere a dura prova il nostro sistema di accoglienza”.

Gentiloni ha premuto sul fatto che l’Italia non si è mai sottratta agli impegni di soccorso e accoglienza previsti dalla missione Frontex. Forse, però, dal resto d’Europa, a parte le risorse, non è arrivata la stessa disponibilità ad accogliere chi arriva nel vecchio Continente da situazioni disperate. Circostanza dimostrata dai dati numerici di quelli che sono poi i migranti che restano in Italia (la gran parte) e quelli che si spostano negli altri Paesi. Per queste ragioni Gentiloni ha fatto le sue richieste anche via Twitter: “Con i leader europei a Berlino. L’italia chiede impegno comune nella gestione dei flussi migratori”.

Ammissione di colpe c’è stata da parte del presidente del Commissione europea Jean Claude Juncker che ha ammesso come “da molto tempo come Commissione siamo convinti che non possiamo abbandonare né l’Italia né la Grecia. Insieme dobbiamo compiere sforzi per sostenere queste due nazioni che sono eroiche”. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha assicurato sostegno: “Aiuteremo l’italia, ci sta a cuore. Ma dobbiamo lavorare per una soluzione politica in Libia, non possiamo accettare che in quel Paese regni l’illegalità”.

Dalla Francia invece il sostegno arriverà soltanto per quanto riguarda i rifugiati. “C’è il problema di rifugiati economici, e questo non è un tema nuovo: l’80 per cento dei migranti che arrivano in Italia sono migranti economici”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, “Non dobbiamo confondere”. Adesso però servono gli atti e questo lo ha sottolineato anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: “Il documento finale del G20 dovrà contenere un riferimento concreto alla lotta contro i trafficanti di essere umani: chiederò di considerare sanzioni a livello europeo contro questi trafficanti e di metterli nella lista nera delle Nazioni unite, ma per farlo devono essere d’accordo la maggior parte degli stati membri dell’Onu”.

Tante parole per il momento che sono arrivate all’indomani della minaccia del ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ieri ha paventato la possibilità di chiudere i porti alle navi non battenti bandiera italiana. A parole tutti d’accordo nel sostegno all’Italia dove sono sbarcati, solo quest’anno, quasi 80mila migranti. E la bella stagione è appena cominciata. Così si rischia il record. E forse anche il definitivo collasso del sistema accoglienza. Se l’Europa non vuole questo, batta un colpo. Ma lo faccia davvero e in fretta.

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