La Corte di Giustizia Ue striglia l’Italia. Stando a quanto dichiarato stamane dai giudici, i costi per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno ai cittadini extracomunitari provenienti da un altro Paese sono fin troppo alti e sproporzionati. Attualmente infatti, il prezzo per rinnovare o rilasciare un permesso di soggiorno nella nostra penisola si aggira fra gli 80 e i 200 euro; un contributo esorbitante, soprattutto alla luce del fatto che il rilascio di una normale carta d’identità a un cittadino comunitario costa al massimo 10 euro.

La sproporzione è evidente e l’Ue l’ha sottolineato in maniera decisa, insistendo sugli ostacoli che l’alta tassazione può creare ai diritti di questa gente. ″L’obiettivo principale dovrebbe essere l’integrazione″ insistono dal Lussemburgo. Quell’integrazione che sia la Cgil che l’Inca, in accordo con la Corte di Giustizia, hanno richiesto a gran voce, proponendo al Tar del Lazio l’annullamento del decreto sul contributo per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno, quantomeno in riferimento ai cittadini soggiornanti in Italia per un lungo periodo. Perchè sarà pur vero che ogni Paese membro dell’Unione ha un suo margine discrezionale per stabilire il sopra citato contributo, ma è doveroso che questo margine non sia illimitato e non venga sfruttato liberamente, a seconda della propria volontà.

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