I giudici non hanno voluto rilasciare gli arresti domiciliari a Mora, nonostante il suo tentativo di suicidio commesso il 31 dicembre. Il Tribunale del riesame, infatti, ha preferito continuare a tenere l’ex manager dei vip in carcere per timore che possa fuggire all’estero. Inoltre, Lele Mora è accusato, oltre per aver portato denaro in Svizzera dopo il fallimento nel giugno 2010 della Lm management, anche per inquinamento probatorio.

Nei confronti dell’impresario, lo scorso 7 novembre, è stato ratificato il patteggiamento che lo condanna a scontare 4 anni e 3 mesi per il suo reato. I difensori, Luca Giuliante e Nicola Avanzi, avevano richiesto che il giudice convalidasse anche gli arresti domiciliari, ma la procura si è opposta e la decisione è stata rinviata. Oggi, il Tribunale per il riesame ha stabilito che Mora dovrà continuare a pagare in carcere la sua pena.

Il 31 dicembre, l’ex manager avrebbe tentato il suicidio per asfissia, bloccandosi le vie respiratorie con dei cerotti: l’agente di sorveglianza è intervenuto per tempo, salvandogli la vita. Secondo il segretario generale Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno, dalle modalità con cui Mora avrebbe tentato di uccidersi, sembrerebbe trattarsi più che di un vero e proprio suicidio, di un atto dimostrativo, un gesto eclatante in vista del processo.

L’impresario è anche implicato in un’altra inchiesta per la quale è stato rinviato a giudizio: il processo in questione lo vede accusato di favoreggiamento alla prostituzione minorile insieme al direttore di Tg4 Emilio Fede e al consigliere regionale Nicole Minetti.

Margherita Micelli Ferrari

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here