Si aprono, dunque, le porte del carcere per Vincenzo Giglio, giudice del Tribunale di Reggio Calabria, presidente della Corte d’Assise ed esponente della corrente di sinistra di ‘Magistratura democratica’, nonché docente di Diritto penale alla scuola di specializzazione di Reggio. L’accusa è di “corruzione e di favoreggiamento personale” di un esponente del clan Lampada, a questa si aggiunge l’aggravante di aver commesso questi reati “al fine di agevolare le attività” della ‘ndrangheta.

Ma all’elenco si aggiungono anche Giancarlo Giusto, magistrato di Palmi (Reggio Calabria), che è stato perquisito, l’avvocato Vincenzo Minasi, con studio a Como e Milano, che ha difeso Maria Valle (moglie di un presunto boss, ora agli arresti domiciliari) per il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione di segreto d’ufficio e intestazione fittizia di beni” e Francesco Morelli, componente del consiglio regionale della Calabria.

Eletto nella lista ‘Pdl – Berlusconi per Scopelliti’, presidente della II Commissione di “Bilancio, programmazione economica e attività produttive”, Morelli è stato accusato di “violazione di segreto d’ufficio e corruzione”. In sua difesa si espone in prima persona il presidente della Regione Calabria Scopelliti, il quale chiede di poter leggere le carte o di avere almeno la possibilità di leggere qualcosa, dato che ancora non c’è nessuna notizia.

Il maxiblitz ha visto coinvolti anche un medico di Reggio Calabria accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, il maresciallo della Guardia di finanza, Luigi Mongelli accusato di corruzione e i presunti boss di clan calabresi, Francesco e Giulio Lampada, Raffaele Fermigno e Leonardo Valle. Ma non solo, sono stati fermati anche tre presunti affiliati alla ‘ndrangheta, Gesuele Misale, Alfonso Rinaldi e Domenico Nasso. Il primo è accusato di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni, Nasso di associazione mafiosa e Rinaldi di intestazione fittizia di beni, aggravata dalle modalità mafiose.

Solo il 15 novembre scorso Enrico Fabozzi, già sindaco di Villa Literno per due legislature, eletto nel gruppo misto a maggio del 2010 nelle liste del Pd come consigliere regionale e autosospesosi dall’incarico a luglio dello stesso anno, ha ricevuto una notifica di custodia cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa. Con lui sono stati fermati anche cinque imprenditori, un ex consigliere comunale e la moglie di un pentito. In più la Guardia di Finanza ha sequestrato beni, società e conti correnti trovati di alcuni degli indagati.

 

Mariangela Deliso

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