Cinque gol di testa incassati nelle ultime quattro partite, terza sconfitta del 2016, la sesta in campionato, scontro diretto con la Fiorentina perso al 91′ e i cugini del Milan che si avvicinano in classifica. Non è un bel momento per l’Inter di Roberto Mancini, che ieri sera a Firenze ha chiuso con una sconfitta, due cartellini rossi e una magrissima figura sotto gli occhi di un Erick Thohir alla prima trasferta da presidente nerazzurro. Così il club fa calare il silenzio. Da Mancini al resto della squadra ai dirigenti, nessun interista ha rilasciato dichiarazioni dopo la partita del Franchi. Secondo quanto riportato da Mediaset, dietro alla decisione di non parlare potrebbe esserci una direzione di gara non gradita ai nerazzurri, che avrebbero spiegato di non avere piacere a commentare la partita di questa sera.

Ma l’Inter dovrebbe iniziare a prendersela prima con se stessa. Nel giro di un mese e mezzo la squadra del biscione è precipitata dal primo posto al quinto. Un lento ma costante declino che ha in sé cause sportive e non. Sul campo si vedono tutti i limiti della compagine nerazzurra. Una condizione atletica deficitaria, scelte tecniche inspiegabili e continui cambi di formazione rendono difficile una continuità di prestazione per una squadra, sulla carta, meno attrezzata delle prime quattro della classe. I problemi però sono dietro i novanta minuti della domenica. Nello spogliatoio per esempio, che vive un periodo molto difficile, con pochi leader al suo interno e troppe primedonne (mister incluso). E poi negli uffici dirigenziali. Thohir è al suo primo vero banco di prova da presidente di una squadra di calcio e la dirigenza nonostante abbia cercato di accontentare ogni richiesta fatta dall’allenatore, fino ad arrivare al recente acquisto di Eder, discutibile e comunque richiesto a gran voce dal tecnico nerazzurro e puntualmente arrivato, non riesce comunque a prendere le redini dell’intera squadra. Inoltre ci sono insistenti voci riguardo la volontà di Thoihr di cercare altri soci, cosa che non sembra rasserenare l’ambiente nerazzurro.

Contro la Fiorentina, probabilmente, sarebbe stato giusto il pareggio. Ma al di là del risultato, che comunque toglie un punto in classifica, la colpa dell’Inter sta nel non aver avuto abbastanza personalità e tasso tecnico tale da poter approfittare di un avversario nettamente calato rispetto all’andata e che, a parte i lampi di Borja Valero e Bernardeschi, ha fatto molto poco. L’Inter ora ricomincia la settimana con la consapevolezza di dover vincere la partita più difficile, quella contro se stessa. E intanto dalla curva nord continuano a cantare timidamente: Amala.

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