Libia, settembre 2012. A 11 anni dagli attentati del World Trade Center e del Pentagono, la sede non ufficiale dell’ambasciata americana di Bengasi viene attaccata da miliziani islamici, nel caos della frammentazione politica nazionale.

Ad alcune centinaia di metri da lì, in un avamposto segreto della Cia, un pugno di sei ex soldati (impersonati, tra gli altri, da John Krasinski e James Badge Dale) decide di intervenire nonostante non sia di loro competenza. Quasi una missione suicida.

13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi è forse il film migliore di Michael Bay, il più maturo, il meno propenso all’azione fracassona fine a sé stessa o all’ironia fuori luogo. Come l’affine Black Hawk Down (di Ridley Scott, 2001) è sostanzialmente un film di pura regia, non esente da difetti di sceneggiatura (qui firmata da Chuck Hogan), la quale ha comunque il pregio di non sposare un punto di vista ‘istituzionale’, ma solo quello di chi era lì, sotto la pioggia di razzi e pallottole.

Video
Girato con camere sia digitali che analogiche a risoluzioni differenti nel formato panoramico 2.40:1, 13 Hours è stato finalizzato in un master 2K. Esperto nell’uso delle cineprese digitali, l’operatore Dion Beebe (Collateral) adotta una tavolozza dai colori molto saturi e ad alto contrasto, esaltata dal Dolby Vision del disco 4K UHD 2160p. Non che il Blu-ray 1080p sia da meno: semplicemente, anche in termini di mero dettaglio, il nuovo disco non fa altro che rendere ancor più apprezzabile ciò che il disco del 2016 riportava nel miglior modo possibile. Per averne contezza basta fare attenzione ai volti dei personaggi, a sabbia e pulviscolo, alle trame degli indumenti. Quanto ai neri, non sono lontani dalla perfezione, con qualche accenno di inevitabile rumore digitale congenito. La gamma più ampia di luminosità apporta anche una percentuale maggiore di alte luci, ancor più intense.
Privi di artefatti visibili che non derivino da scelte dei cineasti, i due riversamenti sono davvero eccellenti e rendono un ottimo servizio al fiammeggiante stile visivo di Bay.

Audio
Data la natura del film, non c’è da meravigliarsi se la traccia originale in Dolby Atmos – presente sia su BD che su UHD – abbia la potenza esplosiva degli ordigni che danno filo da torcere ai protagonisti. Non a un caso il film ha ottenuto una nomination agli Oscar 2017. La scena sonora è sempre molto ampia, viva e colma di particolari anche nei momenti più tranquilli, il che aiuta notevolmente il coinvolgimento dello spettatore. I dialoghi sono comprensibili in ogni frangente e le musiche risuonano da ogni direzione.
Purtroppo su entrambi i dischi la pista italiana è solo in Dolby Digital 5.1 a 640 Kbps e – pur nei suoi limiti – si difende. Altre localizzazioni con pari codifica sono in francese, spagnolo, tedesco e giapponese. E’ presente anche la descrizione audio in madrelingua per i non udenti. I sottotitoli, oltre che in tutte le suddette lingue, sono disponibili anche in danese, finlandese, norvegese, olandese, svedese sul BD (sull’UHD si aggiungono quelle in arabo, cantonese, mandarino, coreano, greco, ungherese, rumeno, portoghese e tailandese).

Extra
Sfortunatamente non vi sono contenuti speciali su nessun disco.

Tirando le somme, 13 hours è un titolo da recuperare, soprattutto alla luce degli immeritati bassi incassi globali (di poco superiori ai costi di produzione). E’ la sentita ricostruzione di una pagina di storia recente che ha creato non pochi imbarazzi in madrepatria, graziata da una regia di Bay finalmente adeguata al racconto. I dischi targati Paramount e distribuiti da Universal sono di altissimo livello tecnico, per cui – soprattutto per chi ama il genere – non possiamo che consigliarne caldamente la visione.

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Giovanni De Benedictis
Nato a Bari nel 1984, è giornalista professionista e critico cinematografico SNCCI. Laureato col massimo dei voti in lettere moderne sia alla triennale (curriculum “editoria e giornalismo”) che alla magistrale (filologia moderna), dopo un passato da studente in biologia. Ha conseguito con lode anche il master in giornalismo del capoluogo pugliese. Ha tantissimi e diversissimi interessi. In primis: cinema, scienze naturali, letteratura, fumetti, tecnologia, disegno, fotografia. Difficilmente s’imbatte in qualcosa che non gl’interessi almeno un po’. Dal 2007 è blogger di BuonCinema (www.buoncinema.com). Ha scritto e scrive per svariati giornali online e associazioni culturali baresi e no. Tra le tante massime o citazioni in cui si potrebbe riconoscere: “Se non si crede neanche un po’ a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema” e “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”.

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