Stavolta non torna dal futuro, ma dalla New York degli anni Settanta: dopo la camminata tra le Torri Gemelle di The Walk, Robert Zemeckis porta sul grande schermo la storia di Mark Hogancamp, designer e illustratore americano che nel 2000 dopo un pestaggio finisce in coma e lo supera, però con gravi danni sia fisici che alla memoria. Una storia precedentemente raccontata nel documentario Marwencol (2010) di Jeff Malmberg.

Privo di copertura sanitaria, per ricomporre i frammenti della propria vita il protagonista (l’ottimo Steve Carell) si affida a Marwen, un villaggio belga in miniatura dei tempi della Seconda Guerra Mondiale, popolato dalle donne della sua vita (tra cui Leslie Mann, Diane Kruger ed Eiza Gonzalez). Qui si rifarà sui violenti che lo hanno ridotto in quello stato.

Video
Girato in formato panoramico 2.39:1 e con camere sia digitali che analogiche, Benvenuti a Marwen mescola bene immagini sintetiche e riprese dal vero, sempre ricche di fini dettagli, senza che artefatti di compressione rovinino la presentazione: le riprese dei modellini – animati o no – ne sono la prova. In questa tavolozza dai colori pastello i neri sono solidi, il contrasto è buono e gli incarnati hanno una tonalità naturale. Un riversamento 1080p di alto livello, come sempre da Universal.

Audio
Benvenuti a Marwen è – a suo modo – anche un film di guerra e le scene d’azione non deludono affatto: gli effetti sonori, supportati da dei bassi corposi quando necessari, avvolgono completamente lo spettatore, mentre la colonna sonora viene diffusa soprattutto dai canali frontali. Chiaramente percepibili e ben bilanciati i dialoghi.
Il tutto viene reso al meglio dalla traccia inglese in Dolby TrueHD 5.1, codifica lossless (senza perdita di qualità) di nuova adozione da parte dello studio, mentre quella italiana e francese sono purtroppo nel semplice Dolby Digital 5.1.
I sottotitoli sono sia in tutte le suddette lingue che in danese, olandese, finlandese, norvegese, svedese, arabo e hindi.

Extra
Sufficienti i contenuti speciali, tutti in stereo e in 1080p, per una durata complessiva di circa 30 minuti. Abbiamo:

  • 8 scene eliminate (11′)
  • I cittadini di Marwen (4′), sui numerosi personaggi del film e gli attori coinvolti
  • Un regista visionario (5′), omaggia il talento di Robert Zemeckis profuso nella pellicola
  • La costruzione di Marwen (4′) sulla realizzazione del villaggio
  • Bambole viventi (4′) chiama in causa le attrici e l’animazione delle loro controparti in miniatura

In conclusione, l’ultima fatica del padre di Roger Rabbit è un’insolita incursione in una (vera) vita distrutta e ricostruita con l’aiuto della fantasia, resa sullo schermo con effetti digitali di prima scelta. Forse non sarà la tazza di tè per tutti, ma, specie se servita su un BD di elevata qualità tecnica come questo, un Zemeckis val sempre una visione.

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Giovanni De Benedictis
Nato a Bari nel 1984, è giornalista professionista e critico cinematografico SNCCI. Laureato col massimo dei voti in lettere moderne sia alla triennale (curriculum “editoria e giornalismo”) che alla magistrale (filologia moderna), dopo un passato da studente in biologia. Ha conseguito con lode anche il master in giornalismo del capoluogo pugliese. Ha tantissimi e diversissimi interessi. In primis: cinema, scienze naturali, letteratura, fumetti, tecnologia, disegno, fotografia. Difficilmente s’imbatte in qualcosa che non gl’interessi almeno un po’. Dal 2007 è blogger di BuonCinema (www.buoncinema.com). Ha scritto e scrive per svariati giornali online e associazioni culturali baresi e no. Tra le tante massime o citazioni in cui si potrebbe riconoscere: “Se non si crede neanche un po’ a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema” e “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”.

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