Una buon film di serie B realizzato con mezzi di serie A: ecco Overlord, l’ultima pellicola partorita dalla Bad Robot, la fucina del produttore e regista J.J. Abrams (la serie Lost; Mission Impossibile III; Into Darkness – Star Trek).

A dirigere questo horror bellico che sa di nazisploitation (privo però della componente erotica) troviamo l’australiano Julius Avery (Son Of A Gun), mentre la sceneggiatura – che sembra nata da una costola del celebre videogioco Wolfenstein – è di Billy Ray (Hunger Games) e di Mark L. Smith (Revenant).

A poche ore dallo sbarco in Normandia – pianificato con l’operazione “Overlord” – un manipolo di paracadutisti statunitensi deve far saltare il campanile di una chiesa, utilizzata dall’esercito del Terzo Reich come torre radio. Questi, però, si sono stanziati lì soprattutto per sfruttare il catrame naturale che affiora nel sottosuolo dell’edificio. Quando gli americani ne capiranno l’uso che ne viene fatto, potrebbe essere troppo tardi…

Video
Girato con camere Arri e Panavision (a risoluzione 3.4K e 2.8K) in formato panoramico 2.39:1, Overlord non tradisce la consuetudine cromatica del film di genere, con una tavolozza desaturata e terrosa, spesso buia. I primari però brillano: il rosso del sangue, il verde della vegetazione o il blu dei laboratori spiccano nelle scene clou. Il nero pieno non delude, mentre le basse luci sono una puntina più chiare del previsto (il che potrebbe essere voluto, vista la cupezza del film). Quanto ai dettagli, sono di prim’ordine, accentuati da un velo di grana finissima: un quadro che esalta il lavoro di truccatori, artisti digitali, scenografi e costumisti. Una presentazione 1080p adeguata.

Audio
Ricco d’azione com’è, non c’è da stupirsi se diciamo che la traccia audio di Overlord è una bomba. Certo, parliamo di quella originale, che è codificata in un Dolby Atmos da manuale, mentre quelle nelle localizzazioni – com’è ancora usuale da parte di Paramount – sono nel limitato Dolby Digital 5.1 a 640 Kbps. Resta che sentire il film è un’esperienza appagante: i bassi sono onnipresenti e gli effetti sono collocabili con grande precisione sulla scena sonora, le musiche sono corpose e i dialoghi sempre chiari. In inglese, però, è ben altra cosa.
Oltre a quella nostrana, le altre tracce sono in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e giapponese.
I sottotitoli sono sia in tutte le suddette lingue che in danese, olandese, finlandese, norvegese e svedese.

Extra
Discreti i contenuti speciali, tutti in stereo e in 1080p, per una durata complessiva di circa 51 minuti. Abbiamo:

Gli orrori della guerra, dietro le quinte in 6 parti, ovvero:

  • Creazione, incentrato sulla produzione in generale
  • Morte sopra di noi, circa la realizzazione della convulsa sequenza d’apertura
  • Morte intorno a noi, sull’accuratezza storica, l’antagonista e l’unico personaggio femminile
  • Morte sotto di noi, riguardante la commistione di genere bellico e horror
  • Mai più morte, dedicato al trucco, effetti speciali e alle armi
  • Compagni d’armi, video di commiato che elogia il lavoro del regista e del produttore

Tirando le somme, visti l’ottimo riversamento video e gli apprezzabili contenuti extra, Overlord è un titolo da non mancare per gli amanti dei film di guerra non ortodossi e dell’orrore. Consigliato.

Articolo precedente“First Man – Il primo uomo”: la recensione del film e del Blu-ray
Prossimo articolo“Una dolcezza inquieta” in libreria: intervista a Nicola De Dominicis
Giovanni De Benedictis
Nato a Bari nel 1984, è giornalista professionista e critico cinematografico SNCCI. Laureato col massimo dei voti in lettere moderne sia alla triennale (curriculum “editoria e giornalismo”) che alla magistrale (filologia moderna), dopo un passato da studente in biologia. Ha conseguito con lode anche il master in giornalismo del capoluogo pugliese. Ha tantissimi e diversissimi interessi. In primis: cinema, scienze naturali, letteratura, fumetti, tecnologia, disegno, fotografia. Difficilmente s’imbatte in qualcosa che non gl’interessi almeno un po’. Dal 2007 è blogger di BuonCinema (www.buoncinema.com). Ha scritto e scrive per svariati giornali online e associazioni culturali baresi e no. Tra le tante massime o citazioni in cui si potrebbe riconoscere: “Se non si crede neanche un po’ a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema” e “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here