Al quarto lungometraggio, l’enfant prodige Damien Chazelle lascia il mondo della musica e il pianeta Terra: con First Man – Il primo uomo lo spettatore torna sulla Luna al fianco di Neil Armstrong, ben interpretato dal canadese Ryan Gosling; a vestire i panni di sua moglie Janet troviamo la britannica Claire Foy. Nel cast spiccano anche Kyle Chandler, Jason Clarke e Corey Stoll (uno spiritoso Buzz Aldrin).

La sceneggiatura di Josh Singer (The Post; Il caso Spotlight, premiata con l’Oscar), basata sull’omonima biografia di James R. Hansen, offre un punto di vista insolito eppur storicamente attendibile: la missione Apollo 11 è raccontata non tanto nella sua esecuzione, quanto dalla sua travagliata genesi, dai numerosi e fallimentari tentativi iniziati un decennio prima e costellati di tragedie. Allo stesso tempo, un altro lutto mina la quiete di casa Armstrong, ovvero la morte per cancro della figlioletta di soli due anni e mezzo, costantemente nei pensieri dei genitori. Persino nello spazio.

Quello che stupisce è anche il radicale cambio di stile visivo, da glossy (patinato) a gritty (crudo, realistico): i colori accesi, il montaggio ricercato e lo spettacolo (apparentemente) vecchio stile di La La Land fanno spazio a un racconto intimista, ipodialogato, lontano dallo sciovinismo che ci si potrebbe aspettare in simili produzioni (e in madrepatria non pochi si sono lamentati dell’assenza della bandiera a stelle e strisce piantata sul suolo lunare). Il viaggio sul satellite è qui soprattutto un modo di dare un senso e di elaborare sia una perdita familiare che quella di tanti colleghi.

Video
Abituale collaboratore di Chazelle, l’operatore Linus Sandgren adotta differenti tipi di pellicola a seconda della resa necessaria al racconto: 16, 35 e 65mm, un crescendo che va quasi di pari passi col respiro della storia. Abbinata alla camera a mano, la prima comporta grande quantità di grana e una minore definizione; la seconda, usata per decenni come standard, vanta un quadro più pulito e più gradevole alla vista; la terza riguarda esclusivamente la missione spaziale, dalle impressionanti nitidezza e pulizia.
L’intero film è stato finalizzato alla risoluzione 2K e il Blu-ray BD-50 1080p di First Man non manca di servire al meglio il suddetto succedersi di soluzioni, che comporta anche la variazione di formato, dal 2,39:1 all’1,90:1 (Imax). Non si rintracciano artefatti di alcuna sorta: la granulosità – spesso marcata – è voluta, così come gli incarnati spesso tendenti all’arancio. I primari sono piuttosto vividi e i neri sono di solidità assoluta. Un riversamento che onora le scelte registiche e il formato BD.

Audio
Chiunque abbia visto il film in sala sa che l’esperienza sonora offerta è nientemeno che fenomenale e il Blu-ray non delude le aspettative. Anzi, sbalordisce. Il primo uomo ha tra i suoi pregi il saper rendere la sensazione di trovarsi a bordo dei mezzi spaziali con tutte la mancanza di comfort che ne deriva, a base di respiro ansimante, vibrazioni, urti, cigolii, reattori in attività. Non c’è elemento sonico che non si dimostri vivo, anche nelle scene più tranquille. I dialoghi sono sempre cristallini.
La traccia italiana (così come quelle francese e spagnola) è codificata in un corposo Dolby Digital Plus 7.1, mentre quella originale è in un avvolgente Dolby Atmos, davvero mozzafiato.
I sottotitoli sono sia in tutte le suddette lingue che in portoghese, arabo, olandese, danese, finlandese, norvegese, svedese e islandese.

Extra
Buoni i contenuti speciali, tutti in stereo e in 1080p, per una durata complessiva di circa 41 minuti. Abbiamo quindi:

  • Commento al film del regista Damien Chazelle, dello sceneggiatore Josh Singer e del montatore Tom Cross
  • Scene tagliate ed eliminate (5′): “House Fire” e “Apollo 8 Launch”
  • Ricostruzione dell’allunaggio (6′): retroscena di natura storica, tecnica e artistica su come si è riusciti a ricostruire fedelmente il punto culminante della storia
  • Essere nei panni di chi guida (7′), dedicata allo stile visivo e sonoro del film agli innovativi effetti (premiati con l’Oscar), tra cui la spettacolare parete a Led
  • Un grande balzo in un piccolo passo (5′), focalizzato su Armstrong e sul lavoro di tutti i singoli individui che hanno reso possibile la sua impresa
  • Puntare alla luna (4′) incentrato su Chazelle e la sua scelta di Gosling come protagonista
  • L’addestramento degli astronauti (4′), riguarda l’addestramento di tre giorni al quale ogni attore ha dovuto partecipare prima delle riprese
  • Prepararsi al lancio (4′), con cast artistico e tecnico intenti a offrire al meglio al grande pubblico sia la poco nota storia personale di Armstrong che quella dell’Apollo 11
  • Le riprese alla NASA (3′), sull’autenticità conferita al film dal girare alla Nasa
  • Missione andata male (3′) circa gli stunt al centro di alcune scene

In conclusione, il Blu-ray della Universal di First Man – Il primo uomo soddisfa pienamente le aspettative, rendendo un ottimo servizio all’apprezzata pellicola di Chazelle: non poteva esserci modo migliore di onorare il cinquantenario dello storico sbarco spaziale. Vivamente consigliato.

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Giovanni De Benedictis
Nato a Bari nel 1984, è giornalista professionista e critico cinematografico SNCCI. Laureato col massimo dei voti in lettere moderne sia alla triennale (curriculum “editoria e giornalismo”) che alla magistrale (filologia moderna), dopo un passato da studente in biologia. Ha conseguito con lode anche il master in giornalismo del capoluogo pugliese. Ha tantissimi e diversissimi interessi. In primis: cinema, scienze naturali, letteratura, fumetti, tecnologia, disegno, fotografia. Difficilmente s’imbatte in qualcosa che non gl’interessi almeno un po’. Dal 2007 è blogger di BuonCinema (www.buoncinema.com). Ha scritto e scrive per svariati giornali online e associazioni culturali baresi e no. Tra le tante massime o citazioni in cui si potrebbe riconoscere: “Se non si crede neanche un po’ a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema” e “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”.

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