«Le minacce peggiori – dichiara Cécile Kyenge – arrivano attraverso il web e spesso si tratta di minacce di morte. L’istigazione al razzismo –continua – sta diventando man mano istigazione alla violenza».

A essere più colpite dalle minacce fisiche, secondo il ministro, sarebbero le donne ma, nel suo caso, è la diversità della pelle “ad attirare l’attenzione”. Tuttavia, per il primo ministro italiano di origini africane, l’Italia non è un Paese razzista:  «In tutti i territori che ho visitato non ci sono solo stranieri a ricevermi – spiega – ma comunità intere, anziani, tantissimi bambini, che vogliono toccarmi, farsi fotografare con me».

Intanto non si placano le polemiche su Calderoli che, dopo le scuse formali, è tornato ad affermare che «vedrebbe meglio Cécile Kyenge come ministro in Congo». Sono sempre di più le voci che si levano per chiedere le dimissioni dell’esponente della Lega, attaccato duramente anche da Giorgio Napolitano ed Enrico Letta, da vicepresidente del Senato. Non si esprime sulla questione Cécile Kyenge che afferma: «Non mi rivolgo alla persona, ma alla carica istituzionale che ricopre, per invitarlo a fare una riflessione profonda. Da queste sedie rappresentiamo l’Italia, parliamo a nome dei cittadini. E – conclude -le parole hanno un peso».

 

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