Continua la trattativa sul futuro dell'Ilva al Ministero dello Sviluppo Economico. I sindacati hanno respinto al mittente la bozza di accordo presentata dalla nuova proprietà Arcelor-Mittal reputandola non sufficiente.

Continua la trattativa sul futuro dell’Ilva al Ministero dello Sviluppo Economico. I sindacati hanno respinto al mittente la bozza di accordo presentata dalla nuova proprietà Arcelor-Mittal reputandola non sufficiente.

Il nodo da sciogliere resta il piano occupazionale. L’azienda ha messo sul piatto 10.300 assunzioni, di cui 10.100 entro fine 2018 e 200 entro dicembre 2021. Sarebbero quindi 300 le unità in più rispetto alla prima proposta formulata, che prevedeva 10.000 assunzioni a fronte dei 13.522 dipendenti in organico.

Ma le sigle sindacali non ci stanno tornano a chiedono invece zero esuberi e il riconoscimento dei diritti salariali. Trattativa che il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio monitora da vicino. La speranza è di chiudere prima della scadenza dell’amministrazione straordinaria, il 15 settembre.

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