RAI, Foa torna in gioco per la Presidenza. Oggi vertice del centro-destra
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Resta aperta la partita per la Presidenza della RAI dopo la bocciatura della nomina di Marcello Foa alla Presidenza della RAI, con soli 22 SI su 27 che ne sarebbero serviti. Decisivo è stato il No di Forza Italia, con una coda di polemiche fra la Lega e il partito guidato da Silvio Berlusconi. Nonostante lo strappo nella Commissione di Vigilanza il Carroccio tira dritto rimettendo sul tavolo il nome di Foa, che intanto si è rimesso alle decisioni dell’azionista e guiderà provvisoriamente il CDA RAI, in attesa di una nuova designazione che spetta al Consiglio di amministrazione, come sottolineano fonti del Ministero dell’Economia.

La riunione si terrà in mattinata ma conterà l’orientamento delle forze politiche. E Di Maio si improvvisa mediatore: “Se ci sarà un’intesa su Foa è auspicabile che torni, altrimenti sono le forze politiche che siedono in Commissione che possono trovare un’alternativa”.

“Autorevoli giuristi dicono che non sia possibile riproporre il nome dello stesso candidato per la seconda volta. Credo quindi che ne dovrà essere proposto un altro”, sottolinea Berlusconi, che dopo un’intervista al The Huffington Post esclude comunque che dopo lo strappo sulla RAI il centro.destra sia finito, che ribadisce «esiste ed esisterà sempre»; Poi aggiunge: “Sulla RAI si è solo verificata una normale dialettica tra alleati”.  Ma per Salvini che ha incontrato nella mattinata di ieri il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi – Foa “deve andare avanti: io gli riconfermo la fiducia. È assurdo che Forza Italia dica no: tutto il centrodestra sia compatto”. “La Lega – ha aggiunto il leader leghista – prende atto che Forza Italia ha scelto il Pd per provare a fermare il cambiamento per la Rai, per il taglio dei vitalizi e per altro ancora. Dispiaciuti, continuiamo sulla via del cambiamento, sicuri che gli italiani e gli elettori del centrodestra (come dimostrano tutti i sondaggi) abbiano le idee chiare”.

E sul toto nomina al CDA si sono espressi anche i sindacati che parlano di «spettacolo indecoroso» e gridano alla «verifica delle azioni prima di giudicare». “In questi giorni ci siamo astenuti dal commentare le modalità con cui il Governo ed i partiti di maggioranza ed opposizione hanno agito per la nomina dei vertici della Rai. Oggi, anche a seguito dello scontro partitico sul ruolo e l’elezione del Presidente del CDA, possiamo affermare che lo spettacolo non è stato e non è dei più qualificanti – questa la posizione delle segreterie nazionali Slc Cgil, Uilcom Uil e Libersind-Confsal circa l’iter istituzionale sul CdA e sulla Presidenza Rai.
“La legge 220 del 2015, come più volte abbiamo detto, ha reso i partiti ed in particolar modo il Governo, ancora più decisivi nella gestione del Servizio Pubblico Radiotelevisivo e multimediale. Tutto l’opposto di quanto si era affermato e rivendicato nel confronto sulla riforma della Governance.”
“La maggioranza di governo – proseguono i sindacati – alla prima prova del nuovo sistema di governance, non soltanto ha indicato (come anche alcuni partiti di opposizione) personalità ad essa vicine in Consiglio di Amministrazione, ma ha anche forzato la norma “indicando” il Presidente, oltre all’Amministratore Delegato, superando così le prerogative della Commissione Parlamentare di Vigilanza e del Consiglio di Amministrazione e, di fatto, cancellando il ruolo di imparzialità che il Presidente del CDA dovrebbe esprimere.”
“Vogliamo ancora una volta ribadire la nostra autonomia e le nostre prerogative dirette alla sola tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori e del Servizio Pubblico Radiotelevisivo stesso. In tal senso non intendiamo dare un giudizio sulle persone scelte; come sempre valuteremo i loro atti ed i loro comportamenti dei prossimi mesi.”
“Per questo – annunciano i sindacati di categoria in Rai – vigileremo sugli atti compiuti dai nuovi vertici dell’azienda, per preservare: l’indipendenza dell’informazione, la capacità produttiva e ideativa, il patrimonio di conoscenze e professionalità, il presidio dell’intero territorio nazionale che sono l’essenza stessa della Rai prima azienda culturale del Paese.”
“Con tali premesse auguriamo a tutti i Consiglieri di Amministrazione e all’Amministratore Delegato buon lavoro. Le sfide che attendono la Rai sono moltissime: definire un nuovo Piano Industriale, accompagnare l’evoluzione tecnologica, attuare il passaggio al DVB T2, costruire processi formativi ed il ricambio generazionale, ridurre la precarietà contrattuale, tutti temi che debbono essere affrontati attraverso il confronto con le parti sociali.”
“Con l’ultimo rinnovo contrattuale – conclude la nota congiunta – abbiamo avviato un profondo processo di modernizzazione dell’azienda, si sono riviste profondamente tutte le figure professionali ed i modelli produttivi, in una ottica di sviluppo professionale e tecnologico e per aumentare la qualità del prodotto ed avviare una necessaria internalizzazione delle attività pregiate del Servizio Pubblico. Ci attendiamo che i nuovi vertici della Rai aprano il tavolo di ideazione e di confronto sul futuro della stessa Rai”.

 

 

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