Ponte Morandi, spunta un altro video del crollo secretato dalla Procura

“Non solo il moncone del lato est, anche quello della parte ovest è in severo stato di degrado, non provocato dal crollo del ponte Morandi, ma esistente già in precedenza”. Ad affermarlo è il Procuratore di Genova Francesco Cozzi, dopo le analisi dei periti.

Per ora il progetto di demolizione a carico di Autostrade riguarderebbe solo il troncone di Levante. L’esplosione controllata rimane la soluzione più rapida ed interesserebbe prima i palazzi della zona rossa e poi due piloni rimasti in piedi e le carreggiate. La seconda ipotesi dai tempi più lunghi e dai notevoli rischi per l’incolumità dei tecnici a lavoro, consiste nello smontare il moncone pezzo per pezzo.

Ad ogni modo Cozzi chiede che venga salvaguardato materiale utile ai fini delle indagini. Dalla Procura ancora nessun avviso di garanzia, nè richieste di incidente probatorio, dopo il blitz della Guardia di Finanza nelle sedi di Autostrade per l’Italia di Genova, Firenze e Roma. Il pool indaga per disastro e omicidio colposo di 43 persone. Nel mirino degli inquirenti i file della memoria di 15 cellulari sequestrati a dirigenti della società. Al setaccio anche tutta la corrispondenza che riguarda il Ponte Morandi, intercorsa tra Autostrade e Ministero delle Infrastrutture.

Per la ricostruzione del viadotto il governatore della Liguria, Giovanni Toti, Commissario per l’Emergenza auspica l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti. Anche Fincantieri si è fatta avanti. Ma la priorità resta in questo momento la demolizione dei monconi e Toti lancia un monito: “Nel giro di circa cinque giorni lavorativi verranno presentati i piani di società Autostrade per mettere in sicurezza e demolire l’intero manufatto così come gli è stato richiesto”. La società intanto fa sapere di aver provveduto alla liquidazione dei contributi economici alle prime 25 famiglie di sfollati.

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