Sicurezza, Polizia Penitenziaria esclusa dalla sperimentazione del taser

Un progetto pilota che prevede la dotazione di pistole elettriche a carabinieri, polizia e guardia di finanza. Sono 30 quelle che saranno assegnate per il momento ad 11 città con l’approvazione del decreto annunciato dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini e dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Le città per ora interessate dalla sperimentazione sono: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. In questo periodo le forze dell’ordine usare l’arma. Alla base del suo funzionamento ci sono due piccole solnde legate al dispositivo da fili elettrici. A contatto con il corpo generano una scarica in grado di immobilizzarlo.

L’adozione del taser era stata annunciata dopo il caso di Jefferson Tomalà, il 20enne originario dell’Ecuador, ucciso a Genova dalla Polizia durante un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). “E’ un arma di dissuasione non letale”, si è affrettato a spiegare Matteo Salvini anticipando il decreto. E poi ha aggiunto: “Il suo utilizzo è un importante deterrente”.

Il dispositivo è già in uso in 107 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e da pochi giorni anche dalla gendarmeria vaticana. Ma per il garante dei detenuti è anche uno strumento che richiede molta cautela per la sofferenza che provoca e i rischi a cui espone. Proprio per limitarli il modello italiano sarà personalizzato. Le scariche elettriche potrebbero essere più brevi dei 5 secondi previsti nei modelli classici ed in grado di cessare automaticamente senza dover necessariamente attendere l’intervento manuale.

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