Pizza che passione... Salvatore Torromino si racconta tra i big 200

Pizza che passione… una vita dedicata a lei, la pizza ed un uomo la cui storia finisce nelle pagine di un libro da guinness. Il suo nome è Salvatore Torromino, 30enne, nato a Crotone e migrato in Australia che ora gira il mondo per insegnare l’arte dell’ottima pizza italiana.

Professione pizzaiolo ormai da quasi 7 anni, calca le orme del nonno dalla cui professionalità indiscussa lunga mezzo secolo, il nipote non ha potuto attingere poichè ancora troppo piccolo quando mori. Ma i genitori di Salvatore lo hanno cresciuto raccontandogli del nonno quasi non fosse mai venuto meno. Intervistato da noi ci racconta del nonno, della sua carriera iniziata dal nulla e del suo nome finito nella notorietà dei primi 200 pizzaioli al mondo.

“I miei mi raccontavano sempre del suo pane e delle sue pizzette e rimanevo affascinato e son cresciuto col mito di mio nonno fornaio che negli anni 60/70 e primi 80. Aveva un forno nella zona di Crotone Sant’Antonio, dove c’era una volta il carcere vecchio. Ho fatto molti lavori prima di finire su un banco da pizza. Per motivi di lavoro all’età di 10 anni i miei si trasferirono a Ravenna. Avevo 23 anni ed è stato proprio lì che ho iniziato la cosiddetta ‘gavetta’, quella vera. Ho iniziato come porta pizze e tutto fare. Un giorno chiesi al mio capo, Roberto, se fosse possibile imparare da lui a fare le pizze. Lui rimase sorpreso dalla mia determinazione e dalla mia curiosità e accettò di buon gradi a patto che continuassi almeno nel w.e. a fare il fattorino. Così carico di ottime speranze accettai; si sa da qualche parte bisogna iniziare e non si possono avere pretese. Mi tramandò tutto il suo sapere. Poi per approfondire ulteriormente feci un corso di pizzaiolo di 6 mesi e nell’ultimo periodo anche uno stage full immersion in un ristorante. Finito il corso, dopo un anno e mezzo decisi di migrare in Australia, quella terra che 50 anni prima non premiò l’intraprendenza di mio nonno e che gli fu ostile. Il lavoro arrivò dopo sole 36 ore. E senza conoscere la lingua inglese, con pochi spiccioli in tasca e tanti sogni in testa mi tuffai in quella nuova esperienza lavorativa. Nel 2013 ed esattamente dopo un anno conobbi attraverso Facebook un gruppo di pizzaioli in giro per il mondo. Mi piacque da subito l’idea di poter condividere nozioni con chi come me viveva di passione per la pizza; di fatto condividevo con loro anche opinioni, consigli e ricette. Ero rimasto estasiato da quella pagina che all’epoca già vantava quasi 18mila iscrittti e mi rendeva parte integrante di qualcosa.  L’idea nacque dal pizzaiolo Marco Faggiano. Chi meglio di lui che aveva lavorato in tutta Europa, Canada, America avrebbe potuto creare questo gruppo? Nato per andare incontro alle esigenze di chi per amore di questo mestiere era disposto a migrare all’estero in breve tempo si trasformò in un’associazione no profit. Versai la mia quota di iscrizione di socio fondatore sposando da subito quella idea e nel 2015 nacque l’APGM, ovvero associazione pizzaioli in giro per il mondo. Gli sponsor legati alle farine, alla mozzarella e a tutti gli alimenti legati al mondo della pizza non tardarono ad arrivare perchè fiduciosi nella riuscita di questa impresa. Oggi, la mission dell’associazione è aiutare tutti i ragazzi e le giovani imprese che vogliano instradare l’attività di pizzaioli, offrendo loro facilitazioni e grosse scontistiche su svariati prodotti e attrezzature. Ma non è finita. Apgm offre la formazione di veri e propri istruttori pizzaioli attraverso corsi professionalizzanti ad opera di formatori di fama internazionale. «La cucina è scienza e spetta a noi poi farla diventare un’arte». Così citava il mio amico chef Luca Ficara”.

A distanza di 3 anni L’APGM effettua corsi in giro per l’Italia ed organizza eventi all’estero. Proprio Salvatore recentemente è stato protagonista del pizza festival organizzato in Cina e durato 7 giorni. Dal 23 al 28 Settembre in quel di Taranto è previsto il terzo campionato del pizzaiolo Pgm con tanto di settimana di corsi affiancati da maestri illustri della panificazione del calibro di Piergiorgio Giorilli, Cristian Zaghini, Marco Quintili, Francesco Disperso. Ed in questa straordinaria scuderia terranno banco anche le esibizioni acrobatiche con la pizza di Salvatore Torromino, che confessa di essersi esercitato in queste peripezie per lunghi 5 anni avvalendosi di pizze in silicone, durante la sua parentesi di vita in Australia.

Ma il riconoscimento più grande è arrivato quando la l’A.O.C.R.I, associazione che si occupa di eccellenze italiane promulga un libro con i nomi dei migliori 200 pizzaioli al mondo, “Pizza in the world – Talent Story“. Allo scorgere del suo nome tra quei magnifici 200 Salvatore è stato pervaso da una gioia irrefrenabile ed incontenibile. Leggere il suo nome in quelle pagine ha ripagato per tutti i sacrifici fatti negli anni. Finalmente era riuscito a far conoscere un po’ di sè, della Apgm e a dare orgoglio a Crotone, la sua città natìa che ha sempre portato nel cuore nei suoi viaggi e  ricordando il legame indissolubile con la sua terra, la Calabria, quella che è stata anche la patria di Pitagora, Milone e Rino Gaetano. Migrare per lavoro con la consapevolezza dell’appartenenza ad una terra che non si dimentica. Questo è oggi lo spirito che accompagnerà Salvatore a trasferirsi ancora una volta. Meta prescelta Ginevra, in Svizzera, decisamente più vicina e a meno di 23 ore dalla sua amata Italia.

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