Ilva, riprendono le trattative per decidere della sua sorte
Ilva

Sentiti i commissari, studiate le oltre 20mila pagine del dossier, Luigi Di Maio dovrà ora indicare quale sarà la strategia del governo sulla sorte dell’Ilva. I sindacati che avevano bocciato il piano dell’ex ministro Calenda, nel pomeriggio saranno al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere garanzie sul fronte occupazionale.

E sempre nella giornata di oggi è previsto l’incontro tra il vice Premier Di Maio e i rappresentanti della cordata acquirente, guidata dall’indiana Arcelor Mittal, che ha messo sul piatto 1,8mld di euro per rilevare in blocco il colosso dell’acciaio dagli stabilimenti di Genova a quelli di Taranto.

In questo frangente Arcelor Mittal offre altri 2,3,mld di euro di investimenti per rinnovare le strutture da un punto di vista ambientale e produttivo, salvando però soltanto 10.000 lavoratori su 14.200 e senza considerare le aziende dell’indotto, un costo umano enorme per il territorio devastato dall’inquinamento prodotto dalle acciaierie.

E se nel M5S, da Beppe Grillo al Ministro per il Sud, Lezzi, in molti premono per soluzioni radicali a salvaguardia dell’ambiente, Di Maio ha chiarito che si tratta di opinioni personali e che tutto sarà gestito responsabilmente, cercando nella difficile missione un piano sostenibile per gli acquirenti, considerando che Ilva, sequestrata dalla Magistratura da 5 anni lavora in perdita, bruciando decine di milioni di euro al mese che lo Stato non ha più intenzione di accollarsi.

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