Guardie Giurate, emergenza sicurezza. Salvini intervenga come promesso

Un accorato appello, un grido comune, la paura di non riuscire più ad adempiere alle funzioni per cui si è prestato quel ‘Giuramento di fedeltà alla Repubblica’, che in pochi sanno anche loro, le guardie giurate, come le forze dell’ordine recitano.

L’escalation e la recrudescenza dei fenomeni di criminalità nel tempo ha allertato non solo le forze dell’ordine ma anche la categoria delle guardie particolari giurate. Già nel 2016 era stato siglato un accordo tra Fabio Padovani, Presidente Nazionale A.N.G.G.I (Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane) e l’Avv.to Maria Morena Suaria volto a presentare un disegno di legge in Parlamento che chiedesse la modifica del T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) nella parte in cui non riconosce alle guardie particolari giurate funzioni di polizia giudiziaria.

Lo sciopero nazionale del 4 Maggio 2018 ha visto scendere in campo e manifestare uniti lavoratori e rappresentanze sindacali di CGIL Filcams, CISL Fisascat e UIL Tucs. Ed è proprio sulle tutele alla categoria ed in seguito ai recenti diversi episodi di criminalità in cui a farne le spese sono state proprio le figure delle guardie giurate, che il neo Ministro dell’Interno Matteo Salvini si è espresso attraverso un video, manifestando solidarietà e promettendo di mettere in campo una serie di manovre atte a salvaguardare la tranquillità, la serenità e la dignità della professione a loro, come già esiste per tutte le altre forze dell’ordine.

Permangono grandi criticità nella gestione dei pattugliamenti di pronto intervento con controlli ordinari ma anche negli interventi cosiddetti ‘su allarme’, ossia tutti quegli interventi segnalati da antifurti che allertano le vigilanze addette. Ogni squadra operativa di ronda è composta da una sola unità e questo determina la percezione di forte insicurezza. Lo svolgimento delle funzioni lavorative della categoria è spesso compromesso dall’impossibilità di fronteggiare così la criminalità organizzata.

E’ quanto lamentato anche da Massimo Raffi, Presidente dell’Associazione Guardie Riunite Italia, che ha chiesto ed ottenuto attraverso una circolare emessa dalla Questura di Napoli, che «ogni istituto di vigilanza privato autorizzato dalla Prefettura di Napoli ad operare nel territorio provveda ad impiegare imperativamente due gg.pp.gg nell’esecuzione del servizio di saltuaria di zona».

Parte da Napoli, dunque, questa sfida, nella speranza che si riesca in tempi brevi ad emulare il provvedimento di salvaguardia anche nel resto di Italia, in particolar modo nelle zone più a rischio.

Adeguamento dei contratti, delle retribuzioni ma prima ancora tutela della incolumità e della sicurezza in ambito lavorativo e professionale. Ed ancora la richiesta di esonero dal rispetto del codice della strada in situazioni di particolare emergenza, al fine di garantire interventi tempestivi in cui proprio il fattore tempo gioca un ruolo predominante. Tornano a battere i pugni sul tavolo le rappresentanze delle vigilanze affinchè si riaccendano i riflettori su tutti i temi finora inspiegabilmente rimasti in secondo piano.

1 commento

  1. credo che il tulps non possa essere cambiato in quanto siamo soggetti privati e privi di formazioni professionali, poi il sap si opporebbe in mamiera decisa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here