Nave Diciotti, la Polizia esegue quattro fermi di presunti scafisti

I primi a scendere sono stati donne e bambini. E’ iniziato poco dopo le 23 di ieri lo sbarco dei 67 migranti a bordo della nave Diciotti che dal primo pomeriggio era ormeggiata al molo di Trapani. In serata il Premier Conte aveva annunciato in una nota lo sbarco imminente.

Sono state completate le procedure di identificazione con particolare riguardo alle persone le cui condotte configurano ipotesi di reato. nei prossimi giorni procederanno gli accertamenti di tutte le persone trasportate. La situazione si è sbloccata dopo una telefonata di Mattarella al Premier.

Il Capo dello Stato avrebbe sottolineato la situazione dei minorenni, delle donne e delle persone con problemi di salute, ribadendo l’opportunità dello sbarco. Ma il filo diretto tra Quirinale e Palazzo Chigi ha alzato il livello di tensione e dal Viminale non si nasconde stupore per l’intervento a gamba tesa di Mattarella.

Il Ministro dell’Interno Salvini che fino all’ultimo ha negato l’attracco della nave Diciotti per la presenza a bordo di due migranti indagati per violenza privata, ad una festa del Carroccio vicino Lecco aveva assicurato che al termine delle indagini e raccolti tutti gli elementi che avrebbero permesso di arrestare chi ha commesso episodi di violenza, tutti sarebbero potuti scendere dalla nave Diciotti.

La Polizia scientifica ha eseguito rilievi e controlli sui due migranti, un sudanese ed un ghanese indagati dalla Procura di Trapani per violenza privata continuata e aggravata a danno del comandante dell’equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa, che ha soccorso i 67 migranti la sera del 9 luglio.

“Gridavano ‘No Libia, no Libia’. In due hanno minacciato prima il marinaio di guardia, poi hanno spintonato il primo ufficiale, lo hanno accerchiato. Hanno mimato con le mani il segno di: ‘ti taglio la gola’. Davano ordini ad un gruppetto di altri. Io ho subito blindato il ponte di comando per timore che potessero impossessarsi della nave. Abbiamo avvertito l’Imrcc di Roma, la società armatrice, il primo ufficiale ha provato a mantenere la calma spiegando che andavamo in quella direzione perché ci era stato segnalato un altro barcone in difficoltà. Poi abbiamo dovuto invertire la rotta”.  Questa la testimonianza del comandante della Vos Thalassa, contenuta nell’informativa dello Sco e della questura di Trapani, cui ieri il procuratore Alfredo Morvillo ha delegato nuovi accertamenti per capire cosa sia avvenuto esattamente a bordo del rimorchiatore. Le indagini vanno avanti.

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