Messina Denaro, blitz della Polizia all'alba contro la rete dei fiancheggiatori

Il medico di famiglia e ancora numerosi blasonati mafiosi affiliati alle famiglie di Cosa Nostra trapanese, di Castelvetrano e Mazara del Vallo, colpiti già in passato da indagini per mafia ed ora di nuovo indagati perchè sospettati di agevolare la latitanza di Matteo Messina Denaro. Una rete vasta quella che fiancheggiava il boss finito nell’ombra dal 1993, condannato all’ergastolo per le stragi di Roma, Firenze e Milano.

In tutto sono 17 gli indagati nell’operazione della Polizia di Trapani, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Sono diverse le perquisizioni ancora in corso, non solo a Castelvetrano, il paese natale di Messina Denaro, ma anche in alcuni comuni limitrofi. Vengono passati al setaccio dagli agenti edifici, abitazioni, attività commerciali ed imprenditoriali, anche con attrezzature speciali mirate a scovare all’interno l’esistenza di cavità o nascondigli.

Nell’operazione sono impegnati anche uomini del servizio centrale operativo delle suqdre mobili di Palermo e Trapani e del reparto Prevenzione Crimine di Palermo. Già a dicembre mafiosi e presunti fiancheggiartori erano finiti nel mirino degli investigatori e sottoposti a perquisizioni. Già ad aprile erano stati arrestati 21 boss gregari, in un duro colpo contro i clan trapanesi. Nelle stesse campagne venivano scambiati i pizzini destinati al latitante.

Lo Stato fa terra bruciata attorno al superboss e a chi potrebbe aver aiutato Matteo Messina Denaro in questi anni a sfuggire alla giustizia.

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