Plastica monouso, l'Ue dichiara guerra e detta nuove regole

L’Unione Europea dichiara guerra alla plastica. Arrivano proprio da Bruxelles i nuovi diktat sul tema tanto discusso dell’inquinamento del territorio per mano dell’uomo nell’utilizzo di oggetti di plastica monouso.

Divieto di commercializzare prodotti di plastica, come piatti, posate, bicchieri, bottiglie, nonché bastoncini per l’igiene delle orecchie. E ancora recipienti consentiti solo se i tappi resteranno attaccati ai contenitori, in aggiunta all’aggravio di un costo di gestione che i produttori dovranno sostenere obbligatoriamente.

L’Ue ha proposto una direttiva che dovrà essere approvata da Europarlamento e Consiglio Europeo. La stretta prevista da Bruxelles costringerà i paesi membri ad adeguarsi entro il 2025. La proposta riguarda la raccolta di un buon 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande con un sistema di cauzione. Altri prodotti come ad esempio assorbenti igienici e salviette umidificate dovranno avere un’etichetta chiara ed esplicativa standardizzata che indica il loro impatto negativo sull’ambiente.

In questo senso l’Italia vanta un primato. Il nostro Paese infatti è stato il primo, nel 2011, a vietare buste e cotton fioc non biodegradabili, oltre alle microplastiche nei cosmetici.

L’altolà dell’Europa alla plastica rappresenta un passo essenziale verso la salvaguardia dell’ambiente, anche se la Commissione non ha fissato obiettivi specifici di riduzione per gli stati membri. Autonomamente ogni stato membro avrà il compito di stabilirne i parametri.

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