Sono 87 milioni e non 50 come annunciato in precedenza gli utenti di Facebook i cui dati sono stati utilizzati senza consenso dalla società Cambridge Analytica, a fini elettorali dal referendum sulla Brexit alla campagna per le presidenziali di Donald Trump.

Per la maggior parte si tratta di profili di cittadini americani, ma ci sarebbero anche più di 214mila utenti italiani potenzialmente coinvolti nella vicenda.

Lo rende noto lo stesso social network che annuncia anche una serie di restrizioni per proteggere meglio i dati personali, come la possibilità di poter cancellare definitivamente dai server della piattaforma i vecchi post.

Alla cifra di 87 milioni se arrivati partendo dai 270mila account che avevano installato la app ‘This is your Digital Life’, dell’accademico Alexander Kogan, poi acquisiti da Cambridge Analytica. Le reti di amicizia di ciascuno di questi utenti avrebbero portato ad ottenere dati di decine di milioni di elettori.

Per l’Italia tutto sarebbe partito da 57 account con l’applicazione di Kogan. «E’ una stima in eccesso. – spiega Mark Zuckerberg – Sull’efficacia dei messaggi e sul tipo di dati che analitica avuto stiamo ancora indagando ci vorrà del tempo».

Ma a Facebook si contesta di aver lasciato che altre società abbiano potuto appropriarsi di così tante informazioni personali. Zuckerberg ribadisce che il suo è stato un errore enorme, riconoscendo di non aver avuto una visione sufficientemente ampia della responsabilità che il suo social ha nel mondo.

«Facebook è un universo complesso – aggiunge – mi piacerebbe poter dire che fra sei mesi avremmo risolto tutto ma ci vorranno anni». Testimonierà di fronte al congresso americano tra una settimana dal 11 aprile davanti alla Commissione per il Commercio e l’Energia della Camera e successivamente al Senato.

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